“Il borgo dei borghi” 2026: Cingoli vince, Sadali si ferma al quattordicesimo posto
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Redazione Interno
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La macchina delle preferenze, alimentata dal voto popolare per l’85 per cento e completata dal giudizio di una giuria di tre personalità della cultura per il restante 15, ha decretato il vincitore della kermesse “Il borgo dei borghi”, trasmessa da Rai 3 nella serata di Pasqua. A spuntarla, contro ogni pronostico che dava per favoriti i piccoli centri dal profilo più mediatico, è stato un paese delle Marche, Cingoli, la cui capacità di incantare il pubblico – un elemento decisivo per scalare la classifica – si è rivelata superiore a quella degli altri diciannove finalisti. Arenzano, in Liguria, si è piazzato al secondo posto, mentre Zungoli, borgo campano in provincia di Avellino, ha conquistato il gradino più basso del podio, chiudendo al terzo posto. Subito dietro, al quarto, si è classificato San Fele, un risultato che ha sorpreso molti addetti ai lavori, abituati a vedere ruoli di vertice per località dal passato turistico più consolidato.
Sadali, il borgo sardo che non ha sfondato
Per Sadali, invece, la corsa si è fermata al quattordicesimo posto: un piazzamento quasi a metà strada, considerati i venti borghi in gara (uno per regione), che lascia intravedere un potenziale inespresso più che una sconfitta. Il pittoresco centro medioevale di quasi mille abitanti, adagiato al confine tra sud Sardegna e Barbagie, nella parte centro-orientale dell’isola, ha incantato sì, ma non abbastanza da convincere la giuria e il televoto. La selezione, promossa per valorizzare centri storici, storie locali, arte e paesaggio, aveva portato in finale anche Chatillon, in Valle d’Aosta, fanalino di coda della classifica 2026. Per Sadali, un amaro ritorno a casa senza il titolo, ma con la consapevolezza di aver rappresentato l’intera Sardegna su un palco nazionale, cosa che di per sé non è mai scontata.
Zungoli, il terzo posto che vale come una vittoria
Diverso il discorso per Zungoli, dove l’amarezza per non aver raggiunto il primo posto si mescola a una soddisfazione palpabile: il borgo del Castrum Curoli, con la sua urbanistica medievale intatta, le grotte dei caciocavalli e un ambiente ancora incontaminato, ha dimostrato di poter competere con le eccellenze del turismo italiano. La trasmissione condotta da Camilla Raznovic, andata in onda il 5 aprile 2026, ha così restituito un quadro nitido delle preferenze nazionali: da sempre tra le mete principali del turismo primaverile irpino, Zungoli ha saputo trasformare la finale in un’opportunità per rilanciare la propria immagine. Un po’ di delusione per non aver raggiunto il podio più alto, ma il terzo posto nazionale resta un risultato di grande valore, capace di portare l’Irpinia e l’intera Campania tra le eccellenze del turismo italiano.
Il valore del riconoscimento e le reazioni locali
Corrado Della Vista, intervistato a caldo, non ha nascosto l’orgoglio personale: “È la mia terra”, ha detto, sottolineando come il riconoscimento premi non solo la bellezza del borgo, ma anche il lavoro svolto negli anni per valorizzare il territorio, le tradizioni e l’identità locale. Un’affermazione, la sua, che fotografa bene lo spirito della competizione: non una semplice gara di bellezza, quanto piuttosto un’inchiesta lunga mesi su cosa renda unici questi piccoli centri. La giuria – di cui non vengono rese note le generalità nel dettaglio, ma descritta come composta da tre personalità della cultura – ha inciso per il 15 per cento, un peso non determinante ma sufficiente a ribaltare qualche posizione in caso di pareggio tecnico. Alla fine, però, è stato il pubblico a fare la differenza, premiando Cingoli con una valanga di voti e relegando Sadali a un anonimo quattordicesimo posto. Per Sassari, che pure aveva sostenuto la candidatura del borgo, un risultato al di sotto delle aspettative, ma nessuna recriminazione: in questo tipo di manifestazioni, dove il gusto personale conta più di ogni criterio oggettivo, anche un piazzamento a metà classifica può diventare un trampolino per il futuro.




