Canossa tra i primi sei borghi d’Italia, Cingoli vince il “Borgo dei Borghi 2026”
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Redazione Interno
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L’edizione 2026 del concorso “Borgo dei Borghi”, la ormai consueta competizione televisiva di Rai3 legata a “Kilimangiaro”, ha consegnato un verdetto che mescola notorietà nazionale a piccole, grandi rivincite territoriali. Canossa, il comune reggiano il cui nome è storicamente legato a un celebre episodio di umiltà medievale, ha chiuso al sesto posto, portandosi a casa un risultato che, al di là della posizione in classifica, rappresenta una vera e propria consacrazione: d’ora in poi, è lecito dirlo, “Canossa è più famosa”, almeno nell’immaginario dei borghi italiani. Sei posizioni più in alto, e cioè sul gradino più alto del podio, si è piazzata Cingoli, in provincia di Macerata, che si è aggiudicata il titolo di “Borgo dei Borghi 2026” durante la puntata speciale di Pasqua, condotta da Camila Raznovich.
Una classifica nazionale tra voto popolare e giuria di esperti
Il meccanismo della manifestazione, giunta ormai alla sua tredicesima edizione, prevede una selezione iniziale di venti località – una per ciascuna regione – scelte non solo per il loro valore storico e architettonico, ma anche per la capacità di valorizzare il territorio e, non secondario, per la qualità della vita che offrono. Quest’anno la sfida si è accesa attorno al voto del pubblico, affiancato dal giudizio finale di una giuria di esperti; una formula che, ed è bene sottolinearlo, ha premiato la cittadina maceratese con un entusiasmo difficile da contenere. Il sindaco Michele Vittori, commentando il trionfo, lo ha definito «un grande sogno che si realizza», e non c’è da stupirsene: la proclamazione è stata seguita in diretta tv nel salone del circolo cittadino, quel luogo simbolo della “cingolanità” che per l’occasione è diventato il cuore pulsante di una comunità orgogliosa.
Dalle Marche all’Irpinia, il podio parla italiano
Se Cingoli ha conquistato la vetta, Canossa ha dovuto accontentarsi del sesto posto, ma senza alcuna recriminazione: il risultato, spiegano gli addetti ai lavori, ha il sapore di una consacrazione nazionale per un borgo che fino a qualche anno fa molti conoscevano solo per sentito dire. Più in alto, sul podio, è salita anche Zungoli, il borgo irpino che ha strappato un eccellente terzo posto. Il sindaco Corrado Della Vista non ha nascosto l’orgoglio: «Un motivo di orgoglio personale, è la mia terra», ha dichiarato, sottolineando come il riconoscimento premi non soltanto la bellezza del luogo, ma anche il lavoro svolto negli anni per valorizzare tradizioni e identità locale. Un piazzamento, quest’ultimo, che porta l’Irpinia e l’intera Campania tra le eccellenze del turismo italiano, senza bisogno di enfasi retoriche.
Un meccanismo televisivo che rilancia i territori
La trasmissione “Kilimangiaro”, all’interno della quale si inserisce il concorso, ha ormai consolidato un format capace di trasformare il voto da casa in un vero e proprio strumento di promozione territoriale. Le venti località in gara, ciascuna rappresentante della propria regione, vengono esposte al giudizio popolare per settimane; e l’effetto, come testimoniano i casi di Cingoli, Canossa e Zungoli, va ben oltre la classifica. Non si tratta, badiamo bene, di un semplice esercizio di folklore turistico: dietro ogni borgo ci sono amministrazioni locali, associazioni di categoria e cittadini che investono tempo e risorse per raccontare la propria storia. Il fatto che Canossa – il cui nome è universalmente noto per l’incontro tra Enrico IV e Gregorio VII – riesca a emergere in questo contesto dimostra come la memoria storica, se ben raccontata, possa ancora fare la differenza.




