San Marino Song Contest, la porta per l’Eurovision passa dal Teatro Nuovo di Dogana

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La macchina organizzativa del San Marino Song Contest, giunto alla sua quinta edizione e diventato ormai un appuntamento fisso per gli appassionati del genere e per chiunque insegua un sogno chiamato Eurovision, ha ingranato la marcia più alta. Dopo le semifinali andate in scena mercoledì 4 e giovedì 5 marzo, con la conduzione di Maddalena Corvaglia e Marco Carrara e una partecipazione di pubblico e aspiranti cantanti che ha superato ogni aspettativa – si parla di oltre 800 iscritti iniziali per i casting –, tutta l’attenzione è ora concentrata sulla serata conclusiva di venerdì 6 marzo. Sarà allora, sul palco del Teatro Nuovo di Dogana, che si decreterà il nome di chi avrà l’onore e l’onere di rappresentare la Serenissima Repubblica sul palcoscenico internazionale dell’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna. Una finale, quella presentata da Simona Ventura, che si preannuncia ricca di colpi di scena e che vedrà confrontarsi ventuno artisti in totale: ai dieci vincitori delle due semifinali, selezionati tra i quaranta emergenti, si vanno ad aggiungere infatti le dieci wild card, i cosiddetti “big”, e un rappresentante speciale della stessa San Marino, a comporre una griglia di partenza quanto mai variegata e competitiva.

L’ombra lunga di Sanremo e gli ospiti d’eccezione

Il meccanismo di selezione, ormai rodato, vede così incrociarsi giovani promesse della musica e volti già noti al grande pubblico, in una competizione che non prevede categorie separate. Tra i big che si giocano il tutto per tutto spiccano nomi come quelli di Dolcenera, in gara con “My love”, Paolo Belli e la sua “Bellissima”, Rosa Chemical con “Mammamì”, e la coppia formata da Senhit, già veterana eurovisiva per San Marino, e Boy George, icone assolute della musica pop. E poi ancora L’Orchestraccia, Molella, e artisti di respiro internazionale come il rumeno Edward Maya e la francese Kelly Joyce, a testimoniare la vocazione europea della manifestazione voluta dal direttore generale di San Marino Rtv e Rai, Roberto Sergio. Un’edizione, questa del 2026, che si presenta con un parterre di ospiti di primissimo piano per la serata finale: accanto alla confermatissima Simona Ventura, padrona di casa e direttrice creativa, sul palco saliranno Tommy Cash, il provocatorio rapper estone che lo scorso anno fece parlare di sé – e non solo in Italia – con il tormentone “Espresso macchiato”, e due colonne portanti della musica leggera italiana come Al Bano e Cristiano Malgioglio, quest’ultimo premiato per la sua straordinaria carriera. A impreziosire ulteriormente la serata ci saranno anche Elettra Lamborghini e una giuria di qualità d’eccezione composta da Iva Zanicchi, Morgan e Red Ronnie, chiamati a esprimere un loro parere autorevole.

Un meccanismo di gara articolato tra semifinali e ripescaggi

Il percorso che porta alla finalissima è stato tutt’altro che semplice. Le due semifinali, trasmesse in diretta su San Marino Rtv e disponibili in streaming su RaiPlay, hanno visto sfidarsi quaranta artisti selezionati nei mesi precedenti attraverso il “Dreaming San Marino Song Contest”, un lungo tour di casting che ha toccato varie nazioni e ha attirato talenti da ogni dove. Una giuria tecnica, composta dal direttore artistico Massimo Bonelli, da Joseph Cauchi (capo delegazione per Malta all’Eurovision) e da Tomislav Štengl (produttore del DORA croato), ha avuto il compito non facile di scegliere, al termine di ogni serata, i cinque finalisti per serata, decretando di fatto i dieci nomi che andranno ad aggiungersi ai big. Per chi non dovesse farcela, o per gli appassionati che volessero rivedersi le esibizioni, l’intero materiale resterà disponibile on demand sulla piattaforma Rai, a testimonianza di una sempre più stretta sinergia tra l’emittente di Stato italiana e quella sammarinese. L’attenzione per i dettagli è massima, dalla regia di Cristiano D’Alisera alla scenografia di Marco Calzavara, perché l’obiettivo dichiarato è quello di fare del San Marino Song Contest un punto di riferimento sempre più solido nel panorama dei festival musicali europei.

La sfida per Vienna e il peso di una giuria plurale

La proclamazione del vincitore, che avverrà nella serata di venerdì 6 marzo, non sarà però frutto di una sola preferenza. Il regolamento prevede infatti un sistema di voto complesso e articolato, che coinvolge diverse componenti per garantire una scelta quanto più ponderata e rappresentativa. Accanto alla giuria tecnica che ha operato nelle fasi preliminari, per la finale è stata istituita una giuria presieduta da Federica Gentile e composta, tra gli altri, dallo stesso Roberto Sergio e da professionisti del calibro di Beppe D’Onghia e Mario Andrea Ettorre. Ma la vera novità di quest’anno è l’introduzione di una terza giuria, definita “di qualità”, con Iva Zanicchi, Morgan e Red Ronnie, il cui giudizio andrà ad aggiungersi a quello della critica – che annovera firme prestigiose come Federico Vacalebre del Mattino e Francesca Pierleoni dell’Ansa – e a quello della giuria tecnica. Un meccanismo complesso, dunque, che mira a bilanciare competenza, autorevolezza e gusto popolare, per scovare l’artista e il brano giusti da lanciare nella competizione eurovisiva. Chi varcherà quella porta, per usare le parole degli organizzatori, si troverà catapultato in una dimensione europea, e dovrà vedersela con una concorrenza agguerrita, in un’edizione di Vienna che si preannuncia già ad altissimo livello.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.