Lidl trasforma il carrello della spesa in una it-bag e la moda impazzisce
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un nuovo oggetto del desiderio, e si trova tra gli scaffali di un supermercato. La catena tedesca Lidl, dopo aver fatto parlare di sé con la Croissant Bag che nel 2024 andò esaurita in due minuti, ha replicato l’operazione in occasione della London Fashion Week appena conclusa, sfornando quella che già viene considerata l’it-bag più assurda e chiacchierata della stagione. Si chiama Trolley Bag, ed è esattamente ciò che il nome lascia intendere: una borsa in acciaio industriale che replica in formato miniaturizzato, e con maniacale precisione, il carrello della spesa. Il manico richiama l’inconfondibile abbinamento cromatico blu-giallo-rosso del marchio, mentre una tracolla a catena — rimovibile, ça va sans dire — ne consente l’uso a spalla, trasformando ogni corsia in una potenziale passerella.
Nik Bentel, l’architetto del paradosso che trasforma l’ordinario in culto
Dietro questa operazione, che mescola ironia e desiderabilità con la precisione di un orologiaio, c’è la mano di Nik Bentel, designer newyorkese il cui studio si è specializzato in un genere molto particolare di product design: prendere oggetti banali, quotidiani, talvolta persino noiosi, e restituirli al pubblico sotto forma di feticci da collezione. Bentel, che ha un background in architettura, lavora con un piccolo team a Brooklyn e ha fatto della sovversione degli oggetti comuni la sua cifra stilistica. Prima della Trolley Bag, per Lidl aveva già realizzato la celebre Croissant Bag, una clutch in pelle che riproduceva il sacchetto di carta dei cornetti, portachiavi a forma di pasta inclusi. Ma il suo repertorio è più ampio e include, tra le altre, la Pasta Bag del 2020, una riproduzione a grandezza naturale della scatola di penne Barilla che interpretava con surreale tempismo la mania dell’accumulo alimentare durante i lockdown. La Trolley Bag si inserisce dunque in un filone preciso: quello di un design che non vuole solo essere bello o funzionale, ma che punta a generare un cortocircuito culturale, un momento, un “crash visivo”, per dirla con chi lo ha visto sfilare tra le modelle londinesi.
Il metallo, la slot machine e la distribuzione come evento
Se l’oggetto in sé — una borsa in acciaio inossidabile che replica fedelmente la parte anteriore del carrello, completa di manico e di un portachiavi a forma di gettone utilizzabile per sbloccare i carrelli veri nei punti vendita — è già un concentrato di paradosso, il meccanismo di distribuzione scelto da Lidl amplifica ulteriormente il valore percepito del pezzo. La Trolley Bag non si può acquistare, almeno non nel senso tradizionale del termine. Per aggiudicarsela bisogna vincerla. Durante la London Fashion Week, a Soho, è stato allestito un pop-up chiamato Lidl Fresh Drop: all’interno, una slot machine personalizzata con simboli ispirati a frutta e verdura rappresentava l’unica via per ottenere la borsa, offerta gratuitamente a chi faceva jackpot. Per chi non era a Londra, è stata aperta una procedura di estrazione a sorte sul sito di Nik Bentel, con iscrizione tramite newsletter, che si concluderà il 26 febbraio. In alcuni paesi, come l’Italia e la Svezia, l’estrazione avverrà invece attraverso i canali Instagram ufficiali della catena. La logica è quella della scarsità indotta, ma anche della costruzione di una narrazione: indossare la Trolley Bag non significa semplicemente mostrare un accessorio, ma raccontare di aver vissuto un’esperienza, di essere stati tra i pochi fortunati capaci di strapparla a una macchina mangia-soldi o a un algoritmo.
Dalla FRAKTA al carrello, quando il low cost diventa avanguardia
L’operazione Lidl, per quanto spiazzante, non è un unicum nel panorama del marketing contemporaneo. Segue una strategia ormai rodata che i pubblicitari chiamano “pubblicità obliqua”: un brand esce dal suo perimetro abituale e irrompe in un contesto lontano — in questo caso la moda di alta gamma — con un prodotto che non ci si aspetterebbe, generando attenzione e, soprattutto, discussione. Era già successo nel 2017 quando Demna Gvasalia, allora alla direzione creativa di Balenciaga, ripropose la borsa FRAKTA di IKEA, quella in tela blu cerata da pochi centesimi, in una versione di lusso in pelle venduta a cifre a tre zeri. Un gesto che alcuni lessero come una provocazione, altri come un omaggio, ma che di fatto creò un momento culturale di cui entrambi i brand beneficiarono. Allo stesso modo, Lidl non è nuova a queste incursioni: dopo le sneakers e le infradito con i colori sociali, e dopo il giaccone Lidl By Lidl ispirato al parka di Liam Gallagher in occasione della reunion degli Oasis, la Trolley Bag rappresenta il passo successivo. Non si tratta più solo di merchandise ironico, ma di un oggetto che ambisce a dialogare con i codici del design e della moda, pur mantenendo un piede ben piantato nella cultura popolare e nel quotidiano. Il risultato è una borsa che, nella sua essenziale struttura metallica, ostenta una bassissima praticità e una sicurezza prossima allo zero — attraverso quella maglia passa letteralmente tutto — ma che possiede un enorme potere comunicativo. Quello di trasformare la spesa, la più banale delle incombenze, in una dichiarazione di stile.




