Atalanta-Napoli 2-1, la rimonta di Palladino e i fischi per Chiffi
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Redazione Sport
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L’anticipo serale del Gewiss Stadium, valido per la ventiseiesima giornata di Serie A, ha regalato spettacolo e polemiche, con l’Atalanta che ha avuto la meglio sul Napoli per 2-1 al termine di una gara dai due volti. Gli uomini di Raffaele Palladino, reduci dall’impegno infrasettimanale in Coppa Italia e con la mente già proiettata al ritorno contro il Borussia Dortmund in Champions League, hanno inizialmente gestito le energie, subendo l’iniziativa di un Napoli partito con un piglio decisamente più determinato. La scelta di operare un turnover piuttosto ampio, con elementi chiave come Scamacca, Ederson e Djimsiti tenuti inizialmente a riposo, aveva fatto temere il peggio, e infatti al 18’ la squadra di Antonio Conte è passata in vantaggio: sugli sviluppi di una punizione calibrata dal limite, il centrale Beukema ha sovrastato la difesa di casa, insaccando di testa alle spalle di Carnesecchi e rievocando, per la sua capacità di inserirsi, quanto fatto vedere a Firenze un girone fa.
La reazione dell’Atalanta, sebbene affidata principalmente alle iniziative personali di Sulemana – il più vivace del reparto offensivo – non produceva particolari grattacapi per Milinkovic-Savic, chiamato comunque a due interventi decisivi per preservare il vantaggio. Ma è sul finire del primo tempo che la direzione di Chiffi inizia a diventare centrale nella narrazione della partita: un contatto in area tra Hien e Hojlund viene inizialmente sanzionato con il calcio di rigore, salvo poi essere revocato dopo l’intervento del Var. Un passaggio, quest’ultimo, che ha sollevato pi๠di un sopracciglio, dal momento che la revisione al monitor è scattata in un frangente in cui il protocollo, solitamente, lascerebbe maggior discrezionalità alla decisione in campo.
La svolta nella ripresa e i nodi arbitrali
L’avvio della ripresa è stato a dir poco rocambolesco. Il Napoli sembrava poter chiudere la partita al 48’ con quella che sarebbe stata la rete del raddoppio siglata da Gutierrez, ma l’arbitro Chiffi ha nuovamente fermato tutto, ravvisando un fallo di Hojlund – lo stesso attaccante danese protagonista dell’episcioìe precedente – ai danni di Hien. Una decisione, anche questa, tutt’altro che scontata e che ha di fatto spento la verve degli azzurri, i quali non sono più riusciti a esprimersi con la stessa lucidità. Da quel momento in poi, complice anche l’ingresso in campo di forze fresche come Samardzic e lo stesso Scamacca, la musica è cambiata radicalmente: la formazione di Palladino ha alzato il baricentro, guadagnando metri preziosi e iniziando a tessere trame di gioco più fluide e pericolose.
Il pareggio, nell’economia della gara, è giunto puntuale al 61’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la difesa del Napoli si è fatta sorprendere dalla tempestività di Pasalic, che di testa ha riportato il punteggio in parità. L’inerzia della sfida, ormai, era saldamente nelle mani dei bergamaschi, che continuavano a spingere alla ricerca del colpo del ko, trovato al 36’ del secondo tempo. Un cross dalla sinistra di Bernasconi ha incontrato la perfetta elevazione di Samardzic, il cui colpo di testa si è infilato alle spalle di un incolpevole Milinkovic-Savic, completando così una rimonta che sa tanto di dichiarazione d’intenti in ottica classifica. Gli azzurri, dal canto loro, hanno accusato il colpo e non sono più riusciti a reagire, vanificando un primo tempo giocato a ottimi livelli e subendo la veemenza atletica degli avversari.
Il peso specifico della sconfitta per gli azzurri
Con questo successo, l’Atalanta compie un balzo importante in classifica, portandosi a quota 45 punti e agganciando il Como, accendendo così la corsa per un piazzamento europeo che sarebbe fondamentale per il progetto tecnico. Ben diversa l’umore in casa Napoli: la squadra di Conte, infatti, vede fermarsi la propria rincorsa e resta inchiodata a 50 punti, spianando di fatto la strada alla Roma, attesa poche ore dopo dal suo impegno casalingo contro la Cremonese e consapevole che un eventuale successo varrebbe l’aggancio al terzo posto.
Al di là dei singoli episodi, che pure hanno generato inevitabili discussioni nel post-partita, emerge la capacità dell’Atalanta di restare in partita anche quando la serata sembrava mettersi male, sfruttando la panchina lunga e la duttilità tattica voluta da Palladino. Per il Napoli, invece, resta l’amaro in bocca per un’occasione mancata: il ko di Bergamo rischia di pesare come un macigno nella lotta per il vertice, soprattutto per le modalità con cui è maturato. Con il campionato che entra ormai nel suo vivo, ogni singolo punto perso per strada rischia di diventare decisivo, e gli uomini di Conte dovranno metabolizzare in fretta questa battuta d’arresto per non perdere ulteriore terreno dalle dirette concorrenti.




