Un fiore per Vasilica: Legnano si stringe contro la violenza sulle donne
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Redazione Interno
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La piazza San Magno, gremita di cittadini al calar del sole, ha ospitato ieri un presidio silenzioso ma carico di rabbia e dolore. A chiamare alla mobilitazione, organizzata da Auser Filo Rosa e dal gruppo “Donne in cammino per la Pace”, è stato il ricordo di Vasilica Potincu, la 35enne romena uccisa sabato scorso in un appartamento di via Stelvio con nove coltellate. Un femminicidio che ha squarciato il velo su mesi di stalking, minacce e una spirale di violenza inascoltata.
La madre di Vasilica, raggiunta dai carabinieri a Cinisello Balsamo dove viveva con la figlia, ha raccontato senza mezzi termini la discesa negli inferi della giovane. «Quando ha iniziato a dirgli di no, lui l’ha perseguitata», ha spiegato, riferendosi ad Andrea Mostoni, il 28enne fermato per l’omicidio. Le telefonate ossessive, i ricatti, le promesse di morte: un incubo che aveva spinto Vasilica a chiedere aiuto, persino a rivolgersi a un avvocato per una diffida privata. Ma le carte, in questi casi, spesso arrivano troppo tardi.
Mostoni, che ieri ha scelto il silenzio davanti al gip Anna Fioretta dopo aver già rifiutato di parlare con il pm Ciro Caramore, era entrato nella vita di Vasilica come cliente. Poi, la svolta: l’ossessione, i soldi dati per arredare la casa, le pressioni sempre più violente. «Lei aveva paura», ha confessato la sorella della vittima, descrivendo una donna ormai piegata dalla paura, incapace di vedere una via d’uscita. Quella stessa paura che l’ha portata a subire l’ultimo, atroce gesto.




