Ottavia Piana, il salvataggio della speleologa intrappolata nell'abisso di Bueno Fonteno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella notte tra sabato 14 e domenica 15 dicembre, Ottavia Piana, speleologa trentaduenne, è rimasta intrappolata all'interno della grotta Bueno Fonteno, nei pressi del Lago di Iseo, in provincia di Bergamo, a causa di una caduta da un'altezza di cinque metri che le ha provocato traumi a gambe, torace e volto. La Piana, esperta e cauta, stava mappando una zona a 400 metri di profondità quando è avvenuto l'incidente. Subito soccorsa dal CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico), è stata stabilizzata in un campo base allestito all'interno della grotta stessa.

Il dottor Rino Bregani, uno dei primi a soccorrerla, ha spiegato che la speleologa era molto spaventata e ha dichiarato che non tornerà più in grotta. I rischi, ha aggiunto, sono molti, con fratture e lesioni che possono peggiorare dopo tanti giorni in grotta. Giorgio Pannuzzo, compagno di esplorazione di Ottavia, ha raccontato che il gruppo, composto da dieci persone suddivise in tre sottosquadre, è stato avvisato dell'incidente da alcuni membri della squadra di Ottavia. Pannuzzo ha descritto Ottavia come una "roccia", esperta e cauta, e ha definito vergognosi gli insulti ricevuti sui social nei suoi confronti.

Le operazioni di recupero, complesse e ostacolate da strettoie e basse temperature, sono ancora in corso. Alcuni membri del gruppo hanno rassicurato Ottavia, mentre altri hanno dato l'allarme e iniziato a preparare il terreno per portarla fuori, mettendo chiodi e corde. Ottavia Piana, nonostante l'incidente, è ammirata da tutti i punti di vista per la sua professionalità e il suo coraggio.

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