Speleologa intrappolata a Bueno Fonteno, il difficile salvataggio di Ottavia Piana
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Redazione Interno
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Nelle profondità del monte Torrezzo, i soccorritori stanno lottando contro il tempo e le avversità naturali per salvare Ottavia Piana, la speleologa trentatreenne rimasta intrappolata nell'Abisso di Bueno Fonteno da sabato sera. Con le gambe e alcune ossa del viso fratturate, Ottavia ha iniziato una lenta risalita verso la superficie, assistita da una squadra di soccorritori che, con grande fatica, sta aprendo un passaggio lungo chilometri attraverso cunicoli inesplorati e impervi.
Il viaggio verso la luce è reso ancora più arduo dalle condizioni fisiche della speleologa, che, nonostante le ferite, si è mostrata collaborativa, fornendo indicazioni preziose grazie alla sua profonda conoscenza del sito. I soccorritori, armati di martelli ed esplosivi, avanzano lentamente, ma con costanza, per creare un varco sufficientemente ampio da permettere il passaggio della barella.
La dottoressa Cristiana Pavan, anestesista e rianimatore, è tra i professionisti del Soccorso Alpino e Speleologico impegnati nell'operazione di salvataggio. Insieme a lei, altri quattro tecnici marchigiani del Corpo Nazionale, accorsi in aiuto delle squadre provenienti principalmente dal nord e dal centro Italia, stanno lavorando incessantemente per riportare Ottavia in superficie.
Poco prima delle sei del mattino, una delle squadre che ha lavorato tutta la notte è risalita dalla grotta, raccontando di aver percorso poco meno di un chilometro in condizioni estremamente difficili, tra discese ripide e abbondante presenza di acqua.




