Lancia celebra 120 anni di storia con una mostra al museo Autoworld di Bruxelles
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dal 27 febbraio al 19 aprile 2026, il museo Autoworld di Bruxelles, una delle istituzioni dedite alla conservazione della storia dell’automobile tra le più prestigiose a livello globale e situato nello scenografico Palais Mondial del Parco del Cinquantenario, ospita la mostra dal Titolo “Lancia 120 Years – Innovation Through Italian Design”. L’esposizione, che si configura come un omaggio alla casa automobilistica torinese, intende ripercorrere attraverso una selezione accurata di modelli quella che è stata una parabola industriale e stilistica unica, fondata su una costante tensione verso l’innovazione tecnica e su un’eleganza progettuale capace di lasciare un segno indelebile, e lo fa articolando il percorso espositivo in due anime distinte ma complementari: da un lato il design e la sperimentazione, dall’altro il motorsport e la competizione. Curata da Leo Van Hoorick, la rassegna mette in fila una dozzina di vetture, ciascuna delle quali rappresenta un capitolo di questa lunga storia, e molte di esse provengono da collezioni private o dall’Heritage Hub di Stellantis, il polo di conservazione situato nel comprensorio torinese di Mirafiori che custodisce la memoria del gruppo.
L’audacia della tecnica e la raffinatezza del segno nei prototipi e nelle serie
La prima sezione del percorso è dedicata a quel patrimonio di idee e soluzioni che hanno fatto di Lancia un marchio anticipatore, spesso incompreso dai contemporanei ma poi riconosciuto come fondamentale per l’evoluzione dell’autovettura. Il pezzo forte di questa sezione è senza dubbio la Lancia Lambda, della quale è esposto un esemplare della seconda serie del 1924; si tratta della vettura universalmente riconosciuta come la prima automobile di serie al mondo ad adottare una scocca portante, una soluzione che rivoluzionò l’architettura del veicolo, abbassandone il baricentro e aumentandone la rigidità strutturale. Accanto a lei, a testimoniare un’epoca in cui a Torino non si seguivano le mode ma le si creava, troviamo la Lancia Aprilia e la celebre Aurelia B20 Coupé, che passa alla storia come la prima gran turismo alimentata da un motore V6. Ad arricchire ulteriormente questo racconto, e a confermare il legame fecondo con i grandi carrozzieri italiani, la mostra include due prototipi di eccezionale rarità, normalmente lontani dai riflettori: si tratta della Lancia Florida a quattro porte, disegnata da Pininfarina nel 1956, e della visionaria Pininfarina PF200 del 1952, due esercizi di stile che mostrano fino a dove potesse spingersi la ricerca estetica in quegli anni.
L’epopea dei rally e il mito della Delta HF Integrale
Se la prima parte del racconto è incentrata sulla strada e sulla sperimentazione, la seconda sezione della mostra spalanca le porte sul mondo delle corse, un territorio nel quale Lancia ha scritto pagine indelebili, trasformandosi in un’icona per appassionati e addetti ai lavori. Il percorso espositivo dedicato allo sport presenta una serie di vetture che hanno segnato epoche diverse, dalla Fulvia 1600 HF Fanalone, antesignana di una certa vocazione sportiva, fino alla Stratos, vettura progettata e nata per vincere nei rally, passando per la Lancia Rally 037, un’auto che rappresenta un unicum nella storia del mondiale: è stata infatti l’ultima vettura a trazione posteriore capace di conquistare il titolo costruttori, imponendosi in un’era ormai dominata dalle integrale. Il vero fulcro emotivo di questa sezione, tuttavia, è rappresentato dalla Lancia Delta HF Integrale 16v Gruppo A, un esemplare proveniente proprio dalla collezione dell’Heritage Hub di Torino. Si tratta della vettura che tra il 1987 e il 1992 ha dominato la scena iridata collezionando la cifra record, tuttora imbattuta, di sei titoli mondiali costruttori consecutivi, un primato che ha consegnato il modello alla leggenda.
Un esemplare da competizione con un palmarès di rilievo
La vettura esposta a Bruxelles non è un semplice modello di serie, bensì un’autentica guerriera dei rally, un esemplare in configurazione Gruppo A uscito dalla fabbrica nel 1990 e poi schierato nella stagione successiva, il 1991, dal team ufficiale. Guidata dall’equipaggio composto da Juha Kankkunen e Juha Piironen, due piloti che proprio in quell’anno avrebbero conquistato uno dei loro quattro titoli mondiali piloti, questa Delta Integrale 16v ha corso su tutti i fondi, dimostrando una competitività straordinaria e totalizzando risultati di primo piano come il secondo posto al rally di Nuova Zelanda e il quarto al rally del Portogallo, contribuendo a quel bottino di sei vittorie stagionali che permisero alla Lancia di confermarsi al vertice. Sotto il cofano, e la mostra non manca di sottolinearlo attraverso i pannelli esplicativi, pulsava un quattro cilindri da 1995 centimetri cubi con distribuzione a 16 valvole e turbocompressore, un propulsore capace di erogare 295 cavalli e una coppia di 402 Nm, valori che, spinti da un peso contenuto in soli 1100 chilogrammi, regalavano alla vettura un rapporto peso/potenza di 3,73 kg/cv, rendendola un’arma temibilissima su qualsiasi superficie.
Una collaborazione tra istituzioni per un racconto corale
La realizzazione di una mostra di questa portata è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra il museo Autoworld e l’Heritage Hub di Stellantis, il centro che a Torino si occupa della conservazione e della valorizzazione del patrimonio storico dei marchi del gruppo, e che per l’occasione ha inviato a Bruxelles uno dei suoi gioielli più preziosi. Non secondario è stato anche il contributo di numerosi collezionisti privati, che hanno accettato di condividere con il pubblico i propri esemplari, consentendo di allestire un percorso vario e completo. La mostra, che resterà aperta al pubblico con orario continuato, si concluderà domenica 19 aprile con un evento speciale intitolato “Italian Cars & Coffee”, un raduno aperto a tutti i proprietari di auto d’epoca e youngtimer italiane che potranno esporre i propri mezzi sull’esplanade antistante il museo, creando un ideale ponte tra la storia esposta all’interno e la passione vivace e concreta degli appassionati.




