Benzina alle stelle, l'Italia tra i paesi più cari d'Europa: il peso delle tasse raddoppia il prezzo
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Redazione Economia
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Mentre gli italiani si preparano all’esodo estivo, molti scoprono che il viaggio in auto, scelta tradizionale per le vacanze, si trasforma in un salasso. I carburanti, già cari durante l’anno, raggiungono picchi che collocano il nostro paese ai primi posti in Europa per i prezzi più elevati. Secondo i dati aggiornati a luglio dalla Commissione Europea, la benzina ha toccato 1,729 euro al litro, con un aumento del 2% rispetto a giugno, mentre il diesel è arrivato a 1,663 euro, segnando un +4%. Valori che, se confrontati con la media Ue, mostrano un divario ancora più marcato: gli italiani pagano il 6% in più per la benzina e il 7% in più per il diesel, piazzandosi al quarto e quinto posto nella classifica dei paesi con i prezzi più alti.
A incidere in modo decisivo è il peso delle imposte, che da sole rappresentano il 60% del prezzo finale. Accise e Iva, infatti, fanno sì che il carburante, al netto della tassazione, potrebbe costare meno rispetto alla media continentale. Ma una volta applicati i tributi, il valore raddoppia, rendendo il pieno un lusso per molti. Se è vero che i rincari dipendono anche dalle dinamiche internazionali dei mercati energetici, è altrettanto evidente come la struttura fiscale italiana giochi un ruolo determinante nel mantenere i prezzi elevati.
Chi sceglie l’auto per le ferie, dunque, si trova a fare i conti con un budget sempre più stretto. Lo studio di Facile.it conferma che i costi del carburante rappresentano una voce significativa nelle spese estive, soprattutto per chi percorre lunghe distanze. E mentre in altri paesi europei i consumatori beneficiano di politiche più leggere sulla tassazione, in Italia la benzina continua a essere un affare salato, complicando i piani di chi cerca una fuga dalla routine senza svuotare il portafoglio.




