Prezzo carburanti in Italia, il diesel sale del 75,5% in 10 anni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo carburanti in Italia registra aumenti record nell’arco degli ultimi dieci anni, con il diesel salito del 75,5% e la benzina del 38%, mentre il taglio temporaneo delle accise non è riuscito a compensare gli effetti del riallineamento fiscale tra benzina e gasolio. I dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile indicano comunque una fase di sostanziale stabilità sul mercato nazionale, con il prezzo medio self service rilevato sulla rete ordinaria a 1,968 euro al litro per la benzina e 2,046 euro per il gasolio. La crescita dei costi alla pompa continua però a incidere sul settore dell’autotrasporto e sull’intera filiera dei prezzi.

Secondo quanto emerge dalle rilevazioni, l’obiettivo dichiarato dell’intervento fiscale resta quello di avviare un riequilibrio tra benzina e diesel, in linea con gli obiettivi ambientali e con una situazione caratterizzata dalla forte volatilità dei prezzi internazionali. Il gasolio, che storicamente in Italia è gravato da una fiscalità più pesante rispetto alla media europea, torna così al centro delle tensioni sul mercato. Il risultato è un aumento evidente dei costi per chi utilizza il diesel, in particolare per il trasporto merci e per gli operatori legati alla logistica.

Prezzi alla pompa più bassi rispetto a Francia e Germania

Nonostante gli aumenti registrati nell’ultimo decennio, l’Italia ha mantenuto per tutto il periodo prezzi alla pompa inferiori rispetto a Francia e Germania sia sulla benzina sia sul diesel. Alla rilevazione del 6 aprile, considerata il mese di picco, la benzina italiana si attestava a 1,761 euro al litro, contro i 2,031 euro della Francia e i 2,241 euro della Germania. Anche sul gasolio il prezzo italiano risultava inferiore: 2,092 euro al litro contro i 2,233 francesi e i 2,434 tedeschi.

Il confronto con la media dell’Unione Europea a 27 mostra inoltre che i prezzi italiani della benzina sono rimasti sotto la media per tutto il periodo considerato. Solo sul gasolio l’Italia ha superato leggermente il dato europeo nella fase di maggiore pressione sui prezzi. Il peso della fiscalità sul diesel continua quindi a rappresentare uno degli elementi centrali nell’andamento del mercato nazionale dei carburanti.

I dati aggiornati su benzina e gasolio

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti aggiornati a domenica 24 maggio 2026, il prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale è pari a 1,968 euro al litro per la benzina e 2,037 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori risultano più elevati, con la benzina self service a 2,057 euro al litro e il diesel a 2,123 euro.

Nel dibattito politico sul tema è intervenuto anche il senatore Gelmetti di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato come il governo guidato da Giorgia Meloni stia mantenendo sotto controllo i costi dei carburanti. Le rilevazioni ufficiali mostrano una situazione di stabilità rispetto alle settimane precedenti, ma il rialzo accumulato negli anni continua a pesare sui consumi e sui costi di trasporto. Il diesel resta il carburante che ha registrato la crescita più marcata, con effetti che si riflettono direttamente sui prezzi della filiera distributiva.

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