Negoziati di adesione all’Ue per Ucraina e Moldavia: una decisione storica
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Redazione Esteri
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Il Consiglio Europeo ha preso una decisione storica: avviare i negoziati di adesione con l’Ucraina e la Moldavia, concedendo allo stesso tempo lo status di Paese candidato alla Georgia. La Bosnia-Erzegovina, tuttavia, dovrà prima rispettare le precondizioni richieste dalla Commissione. Questa decisione, in particolare l’apertura a Kiev, è stata fortemente osteggiata dal premier ungherese Viktor Orban, che non era presente al momento della votazione.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto con favore la decisione dell’Unione Europea di aprire i negoziati di adesione del suo Paese. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha descritto la decisione, che include anche l’avvio di negoziati con la Moldavia, come “un chiaro segnale di speranza per il loro popolo e per il nostro continente”. Per Zelensky, questa è una vittoria per il suo Paese, devastato dalla guerra, e per tutta l’Europa.
Tuttavia, non tutto è andato liscio. Viktor Orbán non ha dato il suo consenso alla revisione di medio termine del bilancio dell’Ue, bloccando tutto: se ne riparlerà nel 2024. Così, dopo aver in qualche modo concesso una gioia all’Ucraina del presidente Zelensky (sull’avvio dei negoziati di adesione all’Unione), ha causato una delusione altrettanto forte bloccando anche i 50 miliardi di euro di aiuti destinati a Kiev.




