Perde il comico, vince la tragedia
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Redazione Interno
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Il Movimento 5 Stelle, nato come un movimento di protesta sotto la guida carismatica di Beppe Grillo, ha subito una trasformazione radicale. Le votazioni online degli iscritti, avvenute durante l'Assemblea costituente del Movimento, hanno sancito un cambio di rotta deciso verso il nuovo corso impresso dall'ex premier Giuseppe Conte, che ha assunto la leadership dei pentastellati nell'agosto 2021. Questo evento ha segnato la fine dell'era Grillo, il fondatore storico che aveva portato il M5S al successo con il celebre "Vaffa day", interpretando il sentimento di indignazione degli italiani verso una politica percepita come poco trasparente.
In Campania, il centrosinistra potrebbe candidare Roberto Fico alle prossime elezioni regionali, previste per l'anno prossimo. Sebbene si tratti ancora di ipotesi, negli ambienti del Movimento 5 Stelle, reduce dalla due giorni che ha archiviato in un colpo solo il fondatore e garante Beppe Grillo e la cosiddetta "regola dei due mandati", sta prendendo corpo l'idea di trasformare le elezioni regionali in una nuova "operazione Sardegna". Questa operazione ha portato, lo scorso marzo, l'ex sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, alla guida della Regione.
Grillo, furioso per l'accaduto, ha attaccato Conte su WhatsApp, accusandolo di aver trasformato il Movimento da francescano a gesuita. Tuttavia, la sua epoca al M5S sembra ormai conclusa. Non gli resta nessuno nei 5 Stelle, a parte Virginia Raggi, che lo ha dotato del suo amico e maestro, l'avvocato Pieremilio Sammarco, ex studio Previti, per le cause legali contro l'usurpatore Conte. Anche giuridicamente, con eventuali ricorsi contro le votazioni alla Costituente, Grillo può fare ben poco. Il rapporto con Di Battista, inoltre, è ormai inesistente.
Alessandra Sardoni, da Parenzo, ha commentato l'Assemblea costituente del Movimento 5 Stelle, sottolineando come Giuseppe Conte abbia di fatto tolto il partito a Beppe Grillo, consegnandolo nelle mani del solo Conte. L'abolizione della figura del garante e la collocazione inesorabilmente ancorata al campo dei progressisti sono tra le novità più rilevanti.




