Edoardo Leo alla Festa di Roma: «Contro l'Alzheimer l'unica cura è l'amore»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il regista Alessandro Aronadio, presentando il film "Per te" alla Festa del Cinema di Roma, ha scelto di affrontare con un registro inatteso una storia di profonda fragilità umana, quella di un padre colpito dall'Alzheimer e di un figlio che se ne prende cura. Edoardo Leo, protagonista della pellicola, ha spiegato come avvicinarsi a un tema così complesso abbia richiesto un senso di responsabilità non indifferente, bilanciando il dramma con una luce di leggerezza. «Affrontare un tema e una storia così difficile in maniera troppo drammatica, secondo me, sarebbe stato anche irrispettoso nei confronti dei reali protagonisti del film», ha dichiarato l'attore, sottolineando la ricerca di un tono che, pur restando emotivo, sapesse attingere dai codici della commedia. Una scelta narrativa, la sua, che mira a reinventare la realtà per coglierne l'essenza più autentica e universale, una verità che, come egli stesso precisa, trascende la specificità della malattia per parlare, in fondo, a ciascuno di noi.
La storia vera di Mattia Piccoli
A ispirare la pellicola, che arriva nelle sale italiane, è la vicenda realmente accaduta a Mattia Piccoli, un ragazzo che all'età di dodici anni ha dovuto farsi carico delle cure del padre, affetto da una malattia neurodegenerativa. Per il suo coraggio e la sua dedizione, il giovane è stato insignito del titolo di Alfiere della Repubblica, un riconoscimento che ne ha sancito pubblicamente il valore esemplare. Il film, quindi, non trae spunto da una finzione ma si radica in un'esperienza di vita concretamente vissuta, trasformando in narrazione cinematografica quel legame familiare messo a dura prova da una patologia che, come ha ricordato Leo, «dal momento non si può guarire». In questo scenario, l'unico baluardo contro il progredire dell'oblio e la paura dell'isolamento diventa, secondo la prospettiva del film, l'affetto incondizionato di chi decide di restare accanto.
Il cast e la messa in scena
Accanto a Edoardo Leo, il cast di "Per te" vede la partecipazione di Teresa Saponangelo e di Javier Francesco Leoni, quest'ultimo al suo esordio sullo schermo. Durante la presentazione romana, il regista Aronadio e i suoi interpreti hanno scelto un abbigliamento formale in nero, con qualche elemento di bianco, per il red carpet dell'evento, che ha rappresentato una delle anteprime più attese della ventesima edizione della kermesse capitolina. La regia di Aronadio si è concentrata sul tentativo di tradurre per immagini un concetto profondamente umano: l'idea che la memoria, custode degli affetti e delle esperienze che forgiano un individuo, costituisca il bene più prezioso e, al tempo stesso, il più vulnerabile. La pellicola si propone dunque di esplorare, senza retorica, il valore di quel patrimonio interiore.
La malattia e la risposta dei legami
Il film non indulge in una rappresentazione cruda del degrado fisico e cognitivo, preferendo invece indagare le risorse che i legami autentici possono mettere in campo. La lente della commedia, di cui parlava Edoardo Leo, serve proprio a stemperare il potenziale tragico della situazione, permettendo allo spettatore di avvicinarsi al dramma senza esserne sopraffatto. Si delinea così un ritratto che, pur nella sua specificità, ambisce a parlare di una condizione trasversale, quella della cura e della vicinanza come strumenti per tenere vivi i ricordi e, di conseguenza, l'identità stessa della persona. La pellicola, evitando di chiudersi in un caso clinico, diventa una riflessione sulla resilienza dell'amore familiare di fronte a una sfida che, direttamente o indirettamente, riguarda un po' tutti.




