Carapaz trionfa a Orcières-Merlette, la fuga dà spettacolo mentre i big risparmiano le energie

Carapaz trionfa a Orcières-Merlette, la fuga dà spettacolo mentre i big risparmiano le energie
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo vero assaggio delle Alpi, in questa 106ª edizione del Tour de France, ha regalato emozioni e colpi di scena, sebbene non tra i primi della classifica generale. Sul traguardo di Orcières-Merlette, località che evoca memorie storiche e duelli epici del ciclismo, è stato Richard Carapaz a imporre la sua legge, firmando una vittoria che sa di consacrazione per un corridore che ha sempre saputo esprimersi al meglio sulle pendenze più impegnative.

La tappa, la diciotta, si è rivelata un classico copione da Grande Boucle: una fuga lontana, un gruppo compatto che lascia fare e un finale tutto in salita che esalta le qualità del migliore.

Lo scatto decisivo dell'ecuadoriano

Richard Carapaz, il corridore della EF Education–EasyPost, ha messo a segno il colpo vincente a circa tre chilometri dal traguardo, quando il gruppetto di testa, composto da sei validi scalatori, si è giocato le proprie carte su un ascesa regolare e lunga. L'ecuadoriano, già vincitore del Giro d'Italia nel 2019, ha dimostrato di avere le gambe migliori nel momento cruciale, allungando in solitaria e andando a cogliere un successo che mancava da tempo nella competizione francese.

Alle sue spalle, a completare il podio di giornata, si sono piazzati lo svizzero Mauro Schmid, del Team Jayco Alula, e lo statunitense Matteo Jorgenson, della Visma Lease a Bike, staccati di 45 secondi. Più indietro, a un minuto e 23 secondi, ha chiuso il francese Paret Peintre, a testimonianza della selezione operata dal tracciato.

Il giorno di riposo dei big, Pogacar controlla la corsa

Mentre Carapaz esultava, il plotone dei grandi favoriti, con Tadej Pogacar in maglia gialla, transitava sul traguardo con un ritardo di oltre quattro minuti e mezzo, suggellando quello che è stato a tutti gli effetti un giorno di transizione per la classifica generale. Lo sloveno della Uae Emirates, che non ha mostrato alcuna intenzione di attaccare o di rispondere a provocazioni, ha gestito con intelligenza lo sforzo, consapevole delle due tappe consecutive che attendono il gruppo e che si concluderanno con il temuto arrivo in doppia salita sull'Alpe d'Huez.

Questa scelta tattica ha permesso al gruppo dei migliori di viaggiare compatto, senza scossoni, mantenendo inalterati i distacchi che contano in vista del weekend decisivo.

La classifica invariata in vista della doppia Alpe d'Huez

Con questo epilogo, la classifica generale del Tour de France 2026 non ha subito variazioni significative nelle sue posizioni di vertice. Tadej Pogacar si conferma saldamente al comando della corsa, con un vantaggio di 4 minuti e 32 secondi sul belga Remco Evenepoel, secondo in graduatoria, e di 6 minuti e 51 secondi sul compagno di squadra Isaac Del Toro.

Il messicano, rivelazione di questa edizione, conserva così il terzo posto, mentre gli altri pretendenti al podio dovranno necessariamente attaccare nelle prossime due frazioni se vorranno sperare di scalfire il predominio del fuoriclasse sloveno. La diciottesima tappa, lunga 185,2 chilometri con un dislivello complessivo di quasi 3.900 metri, era nata come l'occasione ideale per gli scalatori puri; il fatto che i big non abbiano raccolto l'invito dimostra come la strategia sia ormai proiettata sulle sfide future, a cominciare dalla diciannovesima frazione.

Orcières-Merlette e la storia di un traguardo mitico

Il traguardo di Orcières-Merlette, che ha fatto da sfondo alla vittoria di Carapaz, è un luogo che evoca pagine leggendarie del ciclismo mondiale. Fu proprio su questa salita, nel lontano 1971, che Luis Ocaña inflisse un duro colpo a Eddy Merckx, in una delle tappe che segnarono un'epoca. Oggi la località alpina ha assistito a un copione diverso, dove la fuga ha avuto la meglio sulla tattica attendista dei favoriti, ma il fascino del luogo rimane intatto.

Per Carapaz, che ha già dimostrato in passato di sapersi muovere con astuzia nelle tappe di montagna, si tratta di una conferma delle sue capacità, mentre il resto del plotone si prepara ad affrontare le due ascese consecutive sull'Alpe d'Huez, una sfida che potrebbe ribaltare le gerarchie di questa edizione.

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