Cina blocca l'export di materiali chiave verso gli USA

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nella continua guerra tecnologica tra Cina e Stati Uniti, Pechino ha recentemente deciso di reagire alle manovre americane volte a fermare il flusso di microchip avanzati, componentistica e macchinari strategici dell'industria dei semiconduttori verso la Repubblica Popolare. Dopo che, il 2 dicembre, Gina Raimondo, segretaria al Commercio degli Stati Uniti, ha annunciato nuove limitazioni alle esportazioni, la Cina ha immediatamente risposto con un divieto, con effetto immediato, sulle esportazioni di prodotti a duplice uso relativi a gallio, germanio, antimonio e materiali superduri verso gli Stati Uniti.

Il Ministero del Commercio cinese ha riferito che questa mossa è una reazione diretta alle nuove restrizioni americane, che limitano l'accesso di una più ampia gamma di aziende cinesi a qualsiasi prodotto straniero contenente anche un solo chip di produzione statunitense. La Cina potrebbe inoltre bloccare l'export di alcune terre rare, minerali critici per l'industria tecnologica e delle armi, verso gli Stati Uniti. Questa decisione, annunciata il 3 novembre, è arrivata il giorno dopo che l'amministrazione Biden ha stretto ulteriormente le maglie sull'export di chip americani verso Oriente, con l'intenzione di rendere più difficoltoso lo sviluppo di un'intelligenza artificiale avanzata.

L'embargo cinese potrebbe costare all'economia statunitense oltre 3 miliardi di dollari l'anno, un impatto significativo che sottolinea la gravità della situazione. La guerra economica tra Pechino e Washington, che coinvolge buona parte delle catene di fornitura in comparti critici, continua a intensificarsi, con ripercussioni globali che potrebbero influenzare vari settori industriali.

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