L’export italiano accelera fuori dall’Ue, trainato dagli Usa e non solo
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Redazione Economia
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I dati diffusi dall’Istat sul commercio estero extra Ue del primo trimestre del 2025 confermano una crescita sostenuta, seppur con dinamiche differenti tra export e import. Le vendite italiane verso Paesi terzi hanno raggiunto i 76,3 miliardi di euro, segnando un +3,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre le importazioni sono aumentate in misura più marcata, toccando i 65,2 miliardi con un +11,7%. Un divario che, se da un lato riflette la domanda interna, dall’altro sottolinea la resilienza del made in Italy sui mercati globali.
A spingere i risultati è soprattutto l’exploit negli Stati Uniti, dove l’export è cresciuto del 41,2% su base annua a marzo, equivalente a 2,3 miliardi di euro in più. Un balzo legato alla corsa degli importatori americani ad anticipare i dazi annunciati dall’amministrazione Trump, la cui moratoria temporanea ha creato un effetto stock prima dell’entrata in vigore a luglio. A beneficiarne sono stati anche i traffici marittimi, con i porti di Genova e Livorno che hanno registrato un incremento dei noli transatlantici.
Ma il fenomeno non si limita agli Usa. La performance positiva, infatti, consolida una tendenza già emersa nell’ultimo trimestre del 2024, quando l’avanzo commerciale verso i Paesi extra Ue aveva superato i 65 miliardi, con un aumento di quasi 20 miliardi rispetto all’anno precedente. Sebbene resti da valutare l’impatto delle nuove tariffe doganali americane, introdotte ad aprile, i primi mesi del 2025 suggeriscono che l’Italia stia diversificando i propri sbocchi senza perdere competitività.




