Export italiano in rimonta a settembre, trainato dagli Stati Uniti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le esportazioni italiane, dopo la battuta d'arresto registrata nel mese di agosto, hanno segnato a settembre una netta inversione di tendenza, con un incremento congiunturale del 2,6% che riporta il saldo commerciale su livelli positivi. Questo risultato, reso noto dall'Istat, si accompagna a una crescita ancor più marcata delle importazioni, che hanno toccato un +4,1%, delineando un quadro complessivo di vivace dinamismo degli scambi con l'estero. La ripresa delle vendite oltre confine, che si attesta su un robusto +10,5% in valore e su un significativo +7,9% in volume su base tendenziale, si deve principalmente alle performance verso i mercati extra Ue, i quali hanno fatto registrare un balzo del 6,4%, mentre l'export diretto verso i partner europei ha invece subito una lieve flessione, pari allo 0,8%.

Il rimbalzo verso gli Stati Uniti

In questo contesto, spicca in modo particolare il dato delle esportazioni verso gli Stati Uniti, che hanno mostrato una ripresa vigorosa dopo il crollo che le aveva caratterizzate nel mese precedente. A settembre, infatti, le aziende italiane hanno saputo riparare al precedente calo, facendo segnare un rimbalzo del 34,7% su base annua, un dato che porta la crescita complessiva degli ultimi dodici mesi a un notevole +34%. Questo andamento, che si inserisce nel quadro delle politiche commerciali internazionali, dimostra come la capacità produttiva nazionale abbia saputo reagire con prontezza alle nuove condizioni di mercato, riconquistando posizioni in un'area geografica di fondamentale importanza.

Il caso virtuoso del farmaceutico

Un contributo determinante alla tenuta dell'export giunge dal settore farmaceutico, il quale, come sottolineato da Farmindustria, ha sfondato nel 2024 la soglia dei 54 miliardi di euro di merci esportate, contribuendo a collocare l'Italia al quarto posto nella classifica mondiale dei paesi esportatori. "La nostra Nazione è un ponte di salute verso il mondo", ha affermato il presidente, evidenziando come i medicinali made in Italy raggiungano ben 193 Paesi. Un mondo, quello del farmaco, che vive di innovazione, scienza e tecnologia, e che nel 2025 sta già crescendo a un tasso del 35%, valorizzando le competenze di 71.000 addetti distribuiti lungo una filiera integrata che dalla ricerca di base arriva fino alla distribuzione.

La struttura della ripresa

La struttura della ripresa di settembre mostra dunque una duplice anima: da un lato, la capacità di risposta immediata ai mercati globali, come dimostrato dal rimbalzo statunitense, e dall'altro, la solidità di settori ad alto valore aggiunto, primo fra tutti quello farmaceutico, che poggia su basi solide e su un modello di sviluppo sostenuto dall'investimento in conoscenza. La crescita delle importazioni, d'altro canto, segnala una domanda interna che, pur non essendo l'oggetto principale dell'analisi, appare vivace e supporta l'idea di un sistema Paese le cui componenti, seppur con dinamiche differenti, mostrano segnali di vitalità.

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