L'export ligure cresce nonostante i dazi, trainato da Stati Uniti e Cina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In un panorama economico internazionale solcato da tensioni commerciali e incertezze, il made in Italy, con la Liguria in prima fila, dimostra una resilienza che gli permette non solo di resistere ma di incrementare le proprie performance. Secondo il 35° report congiunturale di Confartigianato, analizzando i dati del primo semestre del 2025, la regione si è piazzata al quinto posto nella classifica nazionale per la crescita delle esportazioni manifatturiere verso gli Stati Uniti, facendo registrare un significativo aumento del 7,5%. Un risultato che, se da un lato conferma il valore riconosciuto dei prodotti liguri, dall'altro sembra indicare come le politiche doganali, spesso vissute come una minaccia, possano in realtà aprire inediti varchi competitivi.

Le dinamiche globali e il posizionamento italiano

Proprio le tariffe imposte dagli Stati Uniti, il cui presidente Donald Trump ha recentemente incontrato il leader cinese Xi durante un vertice in Asia portando a casa un accordo sulle terre rare e un'apertura negoziale sui dazi, stanno intensificando quel fenomeno di dirottamento della produzione cinese verso l'Unione europea. Nei primi otto mesi dell'anno, l'export dalla Cina verso l'UE è infatti cresciuto del 9,4%, una percentuale che, guardando alla sola Italia, raggiunge un impressionante +24,5%. Questi movimenti, come sottolineato da Confartigianato Imprese, si inseriscono in una strategia più ampia di consolidamento delle relazioni con alleati preziosi nell'area del Pacifico, obiettivo perseguito anche attraverso le tappe del summit dell'Asean in Malaysia e della visita in Giappone.

La resilienza dell'export e le opportunità emergenti

Che i dazi americani non abbiano prodotto, almeno finora, gli effetti negativi paventati da molti sull'export italiano è un dato di fatto osservato dagli analisti e corroborato dalle esperienze delle imprese. A supporto di questa tesi arrivano gli ultimi numeri sul commercio globale, previsto in crescita per il 2025, e quelli sulle esportazioni di prodotti italiani verso i Paesi extra-Ue, le quali a settembre hanno segnato un vigoroso rimbalzo del 9,9% su base annua. L'aumento dei prezzi per i prodotti cinesi, conseguenza diretta delle barriere commerciali, sta rendendo infatti più competitive le alternative italiane, creando nuove opportunità su mercati che si rivelano sempre più cruciali.

Il contesto ligure e il valore del manifatturiero

In questo scenario dinamico, la Liguria consolida dunque il suo ruolo di protagonista, con un export che, toccando complessivamente i 23,2 miliardi di euro per il made in Italy nelle MPI verso Stati Uniti e Cina, mostra una vitalità incoraggiante. La regione, il cui sistema produttivo è riuscito a cogliere le chance offerte da un mercato in trasformazione, si conferma così un pilastro di quel modello italiano che, nonostante le turbolenze geopolitiche, continua a trovare spazio e apprezzamento a livello internazionale, basandosi su qualità e distintività che pochi riescono a eguagliare.

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