Torre del Greco, il gip convalida l’arresto per il 28enne: "Condotta scellerata"
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Redazione Interno
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Il gip Riccardo Sena, presso il tribunale di Torre Annunziata, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Tommaso Severino, il 28enne la cui guida, definita senza mezzi termini “incosciente e scellerata”, ha causato la morte dell’agente di Polizia Aniello Scarpati. L’udienza di convalida dell’arresto, che si è svolta all’insegna di una tensione palpabile, ha visto l’imputato, stando a quanto riferito dal suo legale, rispondere alle domande del magistrato singhiozzando, in un clima di profonda commozione che non ha però attenuato la gravità dei fatti contestati. L’ordinanza, accogliendo integralmente le richieste della Procura, tratteggia senza ambagi la dinamica di una condotta che, oltre a strappare la vita a un uomo “impegnato soltanto a svolgere il suo lavoro”, ha messo a repentaglio l’incolumità di altri, compresi alcuni minorenni che si trovavano a bordo del potente suv.
Il contenuto dell'ordinanza
Nella motivazione del provvedimento, il giudice ha sottolineato come la condotta dell’indagato abbia determinato conseguenze che vanno ben oltre la tragedia individuale, configurando un pericolo concreto per la collettività; una folla commossa, del resto, ha già partecipato ai solenni funerali dell’assistente capo coordinatore, celebrati in una chiesa evangelica di Napoli, rendendo tangibile il lutto di un’intera città e delle istituzioni. L’episodio, occorso nella notte tra sabato e domenica, ha visto la pattuglia su cui viaggiava Scarpati, insieme al collega Ciro Cozzolino, essere travolta dal veicolo guidato dal 28enne, in un incidente le cui circostanze appaiono, alla luce delle valutazioni del gip, di una gravità inaudita.
I reati contestati
A Tommaso Severino sono contestati, nello specifico, i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, nelle forme aggravate previste dagli articoli 589-bis, 589-ter, 590-bis e 590-ter del codice penale, che contemplano ipotesi delittuose legate a comportamenti di guida particolarmente pericolosi. La decisione di confermare la custodia in carcere, invece di valutare misure alternative, sembra riflettere la necessità di garantire le esigenze cautelari, considerata la natura dei fatti e la loro risonanza pubblica. La vicenda giudiziaria, che muove i suoi primi passi, si concentra ora sugli sviluppi investigativi e processuali, mentre la memoria dell’agente Scarpati rimane vivida in coloro che lo conoscevano e in quanti ne hanno onorato il sacrificio.
Il contesto e le conseguenze
L’incidente, che ha privato la Polizia di Stato di un suo membro, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla gravità di certe condotte al volante, sebbene le indagini si concentrino ora sugli aspetti puramente fattuali e giuridici. La presenza di minorenni nell’abitacolo del suv al momento dello schianto aggiunge un ulteriore, drammatico tassello a una storia i cui contorni sono delineati con precisione nell’atto del gip. Quella notte, mentre gli agenti svolgevano un ordinario servizio di vigilanza, la loro auto è stata investita con una violenza che ha lasciato poco spazio alla speranza, segnando in maniera indelebile le esistenze di tutti coloro che sono stati coinvolti, direttamente o meno, in un evento di tale crudezza.




