Ciao Maschio, Nunzia De Girolamo riparte su Rai1: la confessione di Facchinetti su Alessia Marcuzzi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Torna su Rai1 il talk che declina il maschile al pomeriggio del sabato. La prima puntata della nuova stagione di "Ciao Maschio", diretta e condotta da Nunzia De Girolamo, va in onda oggi alle 17.10. Dopo il riscontro ottenuto nella passata edizione nel daytime, il programma si rinnova mantenendo la propria impostazione di fondo, quella di un racconto corale affidato a voci diverse che si alternano davanti alle telecamere della rete ammiraglia.
Le novità del salotto
La struttura della trasmissione si amplia con l'ingresso di una figura femminile che resta avvolta nel mistero per l'intera durata della puntata: si tratta di una presenza diversa ogni settimana, il cui nome viene svelato solo nel corso della messa in onda. Accanto a lei, trovano spazio le storie di uomini comuni, persone non note al grande pubblico che portano in studio la propria esperienza quotidiana.
La conduzione si avvale inoltre di una comitiva fissa di amici che si alternano di puntata in puntata: nella prima sono presenti Gabriele Cirilli, Sergio Assisi e lo psicologo Domenico Mazzullo. Nel cast entra anche Antonio Mezzancella, che affianca il gruppo musicale delle Swingeresse, mentre Edoardo Tavassi continua a firmare gli interventi ironici e dissacranti.
Il racconto di Francesco Facchinetti
Il primo ospite vip di questa edizione è Francesco Facchinetti, produttore musicale e imprenditore, nonché figlio d'arte. Nel salotto di De Girolamo, il manager si sofferma a lungo sul rapporto con Alessia Marcuzzi, con cui ha avuto la sua prima figlia. «Se lei dovesse chiamarmi stanotte alle 5 di mattina per andare a prenderla a piedi sul K2 dall'altra parte del mondo, io parto. Non ci penso neanche», racconta Facchinetti, confermando che il legame con la conduttrice è rimasto solido anche dopo la fine della loro relazione.
Alla domanda se una richiesta d'aiuto nel cuore della notte sia mai arrivata davvero, l'imprenditore risponde affermativamente, precisando però di comportarsi allo stesso modo anche con altre persone a lui vicine: «Sono una persona presente per tutti».
La crisi con la moglie e la terapia di coppia
Il discorso si sposta poi sul matrimonio e sui momenti di difficoltà attraversati con la moglie. Interrogato dalla conduttrice sulla possibilità che la relazione fosse davvero finita, Facchinetti non nasconde la verità: «Sì, l'ho pensato». E aggiunge: «Secondo me ogni tanto bisogna andare all'inferno. L'inferno è creativo. Ti aiuta a capire, a dare importanza alle cose che hai», pur sottolineando la necessità di mantenere sempre un confine nel rispetto della persona che si ha davanti.
Sul pensiero ricorrente di una rottura, il manager osserva che si tratta di un'eventualità che torna a presentarsi più volte, con intensità diversa tra lui e la consorte.
Il rapporto con il successo e la paternità
Nel corso della conversazione emerge anche il rapporto ambivalente di Facchinetti con il successo professionale. Alla domanda se abbia mai temuto che potesse finire, la risposta è negativa: «Ho cercato di farlo terminare più di una volta. Sono una persona che tende a costruire le cose e poi a trovare il modo di distruggerle». Descrive questo atteggiamento come una sorta di esercizio di stile, finalizzato a sabotare ciò che ha appena edificato per poi ricostruirlo da capo.
A cambiare la sua prospettiva è stata la paternità: «Quando sono diventato padre mi sono detto che forse questo metodo era un po' sbagliato se vuoi essere un genitore».
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