Incidente sulla Torino-Aosta, una bimba di pochi mesi muore sbalzata dall’auto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una serata di ordinaria percorrenza autostradale si è trasformata, per una concatenazione di circostanze ancora tutte da chiarire, in una tragedia senza appello sull’A5 tra Torino e la Valle d’Aosta. Poco dopo le venti, tra lo svincolo di Settimo Torinese e quello di Volpiano, nella direzione che conduce verso Aosta, si è consumato uno scontro che ha coinvolto diverse autovetture, un groviglio di metalli e di vite improvvisamente spezzate dal quale, nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, non è stato possibile trarre in salvo ciò che di più prezioso esista. La dinamica, che le forze dell’ordine stanno ora pazientemente ricostruendo metro dopo metro, avrebbe visto come conseguenza più atroce il fatto che una bambina di appena pochi mesi di vita, trovandosi a bordo di uno dei veicoli coinvolti, sia stata proiettata all’esterno dell’abitacolo a causa della violenza dell’urto.

I soccorsi e la piccola vittima

Sul posto, chiamati dalla disperazione e dall’allarme di chi ha assistito alla scena, sono giunti gli equipaggi del 118 coordinati da Azienda Zero, la quale, come spesso accade in simili frangenti, ha dovuto far ricorso a tutto il proprio know-how logistico e umano per gestire una situazione di estremo caos e dolore. I sanitari, operando con la massima celerità e professionalità in un contesto reso difficile dalla posizione e dalla natura dell’incidente, hanno purtroppo potuto solo constatare il decesso della neonata, per la quale ogni manovra rianimatoria si è rivelata vana. La madre della piccola, che viaggiava con lei, è invece rimasta ferita ed è stata trasportata in codice rosso verso il più vicino presidio ospedaliero, dove i medici stanno combattendo per stabilizzarne le condizioni, mentre un silenzio carico d’angoscia avvolge chi era con loro e attende notizie.

L’inchiesta per accertare le responsabilità

Il tratto autostradale, dopo l’impatto, è stato immediatamente chiuso al traffico per consentire non solo le operazioni di soccorso ma anche il lavoro degli investigatori della Polizia Stradale, i quali, con la metodicità che contraddistingue il loro operato, hanno iniziato a raccogliere ogni possibile elemento utile a comprendere le cause dello schianto. Si procede, come di consueto in questi casi, al rilievo dei punti di frenata, all’ispezione dei veicoli coinvolti – che sono stati tutti sequestrati per gli accertamenti del caso – e all’ascolto dei testimoni, pochi o tanti che siano, il cui racconto può spesso fornire quel dettaglio in apparenza marginale capace invece di ricostruire l’esatta successione degli eventi. La magistratura, informata dell’accaduto, ha già avviato un procedimento, nella cui cornice si cercherà di fare piena luce sulla dinamica e sulle eventuali responsabilità, siano esse riconducibili a errori umani, a stati di alterazione psicofisica dei conducenti o a possibili malfunzionamenti meccanici.

Le conseguenze del dramma

Oltre al cordoglio, che inevitabilmente travolge la cerchia familiare e amicale della vittima, l’episodio riporta l’attenzione, con una crudezza che lascia poco spazio alle parole, sulla fragilità della vita e sull’importanza delle norme di sicurezza passive, la cui osservanza, come dimostra questo tragico evento, può fare la differenza tra la vita e la morte. La cronaca nera, pur nel rispetto del dolore di chi è stato colpito, si occupa di fatti come questi non per morbosità ma per il loro valore sociale, per la necessità di ricordare che ogni viaggio, anche il più breve e abituale, nasconde insidie contro le quali l’unica arma è una guida sempre attenta e consapevole. Il traffico sulla A5 è stato deviato per ore, creando disagi a migliaia di automobilisti, un contrappasso quasi insignificante di fronte alla perdita di un’esistenza appena sbocciata, il cui futuro è stato stroncato in un attimo di ferraglia e di silenzi assordanti.

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