Monica Guerritore, tra palcoscenico e cinema: il ritratto di Anna Magnani e il ricordo dei personaggi femminili

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Monica Guerritore, attraversando con consapevolezza i suoi cinquant’anni di carriera, ha fatto dei ruoli femminili, spesso complessi e tormentati, il perno di una ricerca artistica che non conosce soste. «Una donna non muore, se da un’altra parte un’altra donna riprende il suo respiro», citando la scrittrice Hélène Cixous, in una frase che l’attrice sente particolarmente vicina alla propria esperienza. È proprio questa continuità ideale, questo passaggio di testimone tra le diverse figure che ha interpretato, a costituire il cuore del suo nuovo spettacolo, *La sera della prima*, dove aneddoti personali e memorie di scena si intrecciano per rievocare i personaggi — da Madame Bovary a Lady Macbeth, da un’indimenticabile Anja nel *Giardino dei ciliegi* di Strehler fino a Oriana Fallaci — che hanno segnato il suo percorso. Non manca, in questo affresco, il ricordo di un episodio rivelatore dei meccanismi televisivi, quando le fu detto, con una superficialità che lei stessa ha poi smascherato, che «piacevo solo per i capelli», un commento che le fece comprendere, precocemente, «la potenza e la pericolosità della televisione».

L’esordio alla regia con il film "Anna"

La sua ultima fatica, però, la porta dietro la macchina da presa, in un esordio registico che coincide con un omaggio appassionato a una delle icone del cinema italiano. Il film *Anna*, presentato anche a Riccione all’interno della rassegna Cinema d’autore, è un ritratto concentrato e impetuoso di Anna Magnani, colta in uno dei momenti cruciali della sua vita: la notte del 21 marzo 1956, mentre a Los Angeles vince l’Oscar per *La rosa tatuata*. Guerritore, che ne è anche interprete oltre che regista e sceneggiatrice, definisce la sua creatura «un po’ lupa e un po’ Madame Bovary», cercando di catturarne l’indomita fragilità e quella combattiva vulnerabilità che l’hanno resa un modello, «esempio per tutte le donne», come lei stessa sottolinea. La pellicola, sfidando apertamente le logiche commerciali dell’algoritmo, tenta di restituire al cinema un respiro più autentico e umano, concentrandosi sull’intensità di un singolo, drammatico evento.

Le reazioni e le sfumature di un’interpretazione

Nonostante l’indubbio coraggio dell’operazione e la presenza di alcune sequenze di notevole lirismo, come quelle che ritraggono una Roma notturna quasi a fare da contrappunto emotivo ai tumultuosi stati d’animo della protagonista, il lavoro di Guerritore ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni osservatori, pur riconoscendo la statura dell’interprete, hanno rilevato una certa difficoltà nel penetrare in profondità il personaggio, rimanendo in una zona di confine tra l’aneddotica e l’analisi psicologica senza, tuttavia, approdare a una piena caratterizzazione. L’attesa di quel «riso gioioso», così distintivo e memorabile della vera Magnani, viene citata come un elemento mancante, lasciando nello spettatore la sensazione di aver visto più l’artista che lo incarna che non la leggenda che dovrebbe rievocare.

Il confronto con un’eredità artistica complessa

Il progetto, nel suo insieme, si colloca dunque in un territorio ambizioso, dove il tributo a una figura monumentale si scontra con la difficoltà intrinseca di rappresentarne l’essenza più autentica. L’operazione di Guerritore, che attraverso il film e lo spettacolo teatrale costruisce un dialogo ideale con le eroine che hanno popolato la sua vita, dimostra una volontà tenace di misurarsi con archetipi femminili di grande spessore, anche a costo di sollevare dubbi e perplessità. Il suo ritratto della Magnani, sebbene forse non del tutto risolutivo, si offre come un tentativo di avvicinamento emotivo, un gesto di amore verso un’artista la cui eredità, fatta di grinta e di poesia, continua a interrogare e a ispirare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.