Patrigest: retail e logistica trainano gli investimenti immobiliari, toccati i 12,3 miliardi nel 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato immobiliare italiano degli investimenti istituzionali ha chiuso il 2025 confermando una ripresa strutturale, la quale, dopo un avvio incerto, ha trovato una solida accelerazione nel corso del secondo semestre. I dati, aggregati dalle principali società di ricerca e consulenza, delineano un quadro omogeneo e positivo, con volumi complessivi che si attestano attorno ai 12,3 miliardi di euro, cifra che segna un incremento del 20% rispetto all’esercizio precedente. Un segnale di fiducia, questo, che si inserisce in un contesto internazionale ancora volatile, ma che dimostra come gli investitori, nazionali e stranieri, riconoscano specifiche opportunità di valore nel panorama italiano, privilegiando asset class dalle performance più resilienti e prevedibili.

Il podio delle asset class: il retail torna a dominare la scena

Analizzando la composizione degli investimenti, emerge con chiarezza la riconquistata leadership del settore retail, il quale ha assorbito da solo il 27% del volume totale, superando la soglia dei 3,3 miliardi di euro. Una performance eccezionale, sostenuta soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno – quando si sono concentrati circa 1,1 miliardi di operazioni – da transazioni di grandi dimensioni, le quali hanno coinvolto prevalentemente centri commerciali di rilevanza regionale e gallerie urbane in posizioni consolidate. Questo ritorno di interesse, che molti osservatori non si aspettavano così marcato, si spiega con la ricerca di stabilità degli affitti e con la riconosciuta capacità, di alcuni format, di resistere alla concorrenza dell’e-commerce, riaffermandosi come luoghi di esperienza e socialità.

La logistica mantiene il passo, con una domanda che evolve

Al secondo posto della classifica si posiziona il segmento industrial & logistics, con una quota del 18% sul totale e volumi annuali che hanno raggiunto i 2,13 miliardi di euro. Il quarto trimestre, in particolare, ha mostrato un’impennata significativa, con 953 milioni di euro di investimenti, valore superiore del 70% rispetto allo stesso periodo del 2024. Come sottolineano analisi di settore, tra cui il report *Logistics Market Snapshot*, una spinta fondamentale proviene dal cosiddetto “built-to-own”, ossia da sviluppi immobiliari commissionati direttamente da utenti finali o da fondi per proprio conto, i quali rappresentano ormai circa il 30% della domanda complessiva di nuovi spazi. Questo fenomeno, unito al progressivo rientro nel mercato dei cosiddetti “core buyer” – investitori più cauti che puntano su asset di alta qualità –, indica una maturazione del comparto e una pipeline di progetti, stimata intorno al miliardo di euro, già pronta per i primi mesi del nuovo anno.

Il direzionale e il quadro d’insieme: Milano conferma il suo ruolo

Sebbene le due asset class trainanti abbiano catalizzato l’attenzione, il segmento direzionale non è rimasto ai margini della ripresa, trovando in Milano il suo motore quasi esclusivo. La capitale finanziaria italiana continua a esercitare un’attrattiva irresistibile per gli investitori, i quali, pur in un contesto di ripensamento degli spazi lavorativi, mostrano una decisa preferenza per edifici di ultima generazione, energeticamente efficienti e ben collegati. La convergenza dei dati delle maggiori società di consulenza – fatta eccezione per una stima lievemente più ottimistica che parla di 13,5 miliardi – rafforza l’attendibilità del quadro complessivo, dipingendo l’immagine di un mercato che ha saputo superare le incertezze, concentrando il capitale su settori ritenuti fondamentali per la catena del valore economica e distributiva del paese.

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