Imbrattati di verde i leoni della basilica di San Zeno, indaga la Digos

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella notte della Vigilia, mentre la città si preparava alle festività, un gesto vandalico ha deturpato alcuni simboli storici di Verona. I due leoni stilofori, custodi millenari dell'ingresso della basilica di San Zeno e capolavori della scultura romanica del XII secolo, sono stati ricoperti da vernice spray di colore verde. L’atto, compiuto nell’oscurità e in un quartiere di profondo valore storico, ha lasciato segni evidenti su quelle statue che, per secoli, hanno accolto fedeli e visitatori. Poco distante, nella stessa area, sono apparsi messaggi a sfondo politico, tra i quali spiccava la scritta “Free Gaza”, tracciata sulla base del monumento al Bersagliere in piazza Corrubbio. Altri segni, realizzati con vernice blu, sono stati rinvenuti anche sulle mura di Castelvecchio, ampliando il raggio dell’azione che ha colpito, in una sola notte, diversi punti del patrimonio cittadino.

Gli sviluppi delle indagini

Sul caso è immediatamente intervenuta la Digos di Verona, avviando un’inchiesta per identificare i responsabili dello sfregio. Gli investigatori, acquisendo filmati di videosorveglianza della zona, hanno potuto ricostruire alcuni momenti dell’accaduto, raccogliendo elementi utili a circoscrivere la dinamica e le persone coinvolte. Sebbene sul posto siano stati ritrovati slogan riconducibili a frange attiviste pro-Palestina, con tanto di simboli anarchici, le indagini – che procedono senza esclusioni di colpi – stanno valutando ogni possibile pista, evitando di trarre conclusioni affrettate sulla matrice del gesto. La presenza di scritte politiche accanto a un vandalismo fine a sé stesso, infatti, solleva interrogativi sui reali obiettivi dell’azione, che ha unito la profanazione di un bene artistico a una protesta di carattere internazionale.

Il valore delle opere colpite

La gravità dell’episodio risiede, in primo luogo, nella natura dei beni presi di mira. I leoni della basilica di San Zeno non sono semplici decorazioni, ma opere scultoree di inestimabile valore, testimoni silenziosi della storia e dell’identità artistica veronese. La loro collocazione all’ingresso della basilica, edificio di culto tra i più significativi d’Italia, aggiunge una componente simbolica che travalica il danno materiale, per quanto rilevante. Anche il monumento al Bersagliere in piazza Corrubbio rappresenta un luogo della memoria cittadina, dedicato al ricordo dei caduti. La scelta di tali bersagli, pertanto, appare studiata per colpire non solo l’estetica urbana, ma anche la percezione di sicurezza e il sentimento collettivo verso il patrimonio condiviso.

Un contesto di tensioni internazionali

L’episodio si inserisce in un periodo di forti tensioni internazionali, mentre il conflitto nella Striscia di Gaza prosegue e, oltreoceano, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha da poco insediato la sua amministrazione. La scritta “Free Gaza”, ripetuta sui monumenti veronesi, ricalca slogan diffusi in manifestazioni e atti di protesta in diverse città europee, sebbene raramente associati a vandalismi di tale portata su beni culturali. La concomitanza con le festività natalizie, tradizionalmente periodo di tregua e raccoglimento, ha accentuato l’impatto dell’azione, suscitando sconcerto e condanna unanime. Le forze dell’ordine, dal canto loro, proseguono il loro lavoro di analisi, incrociando i dati raccolti per dipanare la matassa tra gesto vandalico, protesta politica e possibile emulazione.

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