Leoni di San Zeno imbrattati, le indagini rivelano l'azione di un unico writer
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Redazione Interno
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Una patina verde, stesa con gesti rapidi nella notte della vigilia, ha alterato il volto di alcuni simboli di Verona, in un’azione che ha unito, sotto un unico colore, luoghi distanti tra loro. L’episodio, che ha privato la città di una serena levata del giorno di Natale, ha visto come bersaglio primario i due leoni stilofori che da secoli vigilano l’ingresso della basilica di San Zeno, ai quali è stato aggiunto il segno grafico della “A” cerchiata, iconografia tradizionalmente associata all’anarchia. Poco distante, nella centralissima piazza Corrubbio, anche il monumento dedicato al Bersagliere e la statua di santa Maddalena di Canossa sono stati oggetto della medesima verniciatura, accompagnata dalla scritta “Free Gaza”, mentre ulteriori interventi sono emersi in piazza Pozza, a Castelvecchio e presso la statua di Aleardo Aleardi in piazzetta Santi Apostoli.
Dalle prime ipotesi al restringimento del campo
Le prime valutazioni investigative, considerata l’ampia area interessata e la molteplicità dei bersagli, avevano fatto supporre il concorso di più persone, ipotizzando una matrice di protesta politica ben organizzata. Tuttavia, l’incrocio dei dati e l’analisi scrupolosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza hanno condotto a una ricostruzione diversa, permettendo di stringere il cerchio intorno a un unico individuo. Le forze dell’ordine, coordinate in un’attività congiunta, stanno infatti inseguendo le tracce di una persona sola, la cui figura è stata immortalata dalle telecamere mentre compiva gli atti vandalici, circoscrivendo così un’iniziativa che all’inizio sembrava più ampia e articolata.
Il profilo del sospettato e la possibile sfida
Il soggetto, del quale non si diffonde l’identità per non compromettere le indagini in corso, viene descritto come un uomo di circa trentacinque anni, probabilmente non residente nel capoluogo scaligero, il che fa pensare a uno spostamento appositamente pianificato. Mentre gli inquirenti lavorano per confermare ogni dettaglio, tra gli specialisti del settore prende sempre più l’ipotesi che il gesto possa rispondere a dinamiche interne al mondo dei writer, configurandosi più come una sfida o un’azione di “tagging” estremo, volta a marcare il territorio in modo plateale e in una notte simbolica, piuttosto che come un atto di carattere esclusivamente politico. La commistione di simboli, tra anarchia e rivendicazioni legate alla striscia di Gaza, potrebbe quindi rientrare in un linguaggio di affermazione personale più che in una dichiarazione ideologica coerente e strutturata.
Lo sviluppo delle indagini e la rimozione degli slogan
Le attività investigative procedono senza sosta, con gli agenti al lavoro per individuare con precisione l’autore materiale dei fatti, un percorso che passa necessariamente attraverso l’esame meticoloso di ogni filmato disponibile e il riscontro di eventuali analogie con episodi precedenti. Nel frattempo, i tecnici del Comune sono già intervenuti per ripulire le superfici imbrattate, ripristinando, per quanto possibile, l’originaria dignità dei monumenti violati. L’operazione di pulitura, complessa data la natura delle superfici storiche e il tipo di vernice utilizzata, è stata condotta con solerzia, permettendo alla città di recuperare, almeno nell’aspetto, i suoi spazi pubblici.




