Tempi supplementari, in onda su Rai 1 il 7 gennaio, racconta un riscatto sulle Dolomiti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Il film "Tempi supplementari", che conclude la collana "Purché finisca bene" di Pepito Produzioni e Rai Fiction, approda in prima serata su Rai 1 mercoledì 7 gennaio 2026, proponendo una storia di caduta e rinascita, la cui narrazione si sviluppa tra le impervie e suggestive bellezze delle Dolomiti Bellunesi. Diretto da Ago Panini, che ha scelto con cura location tra Belluno, Feltre, l'Alpago e altre zone del Veneto, la pellicola affida al protagonista Giuseppe Zeno, nei panni dell'ex allenatore Sandro Mondragone, il compito di interpretare un personaggio la cui parabola, segnata da un gesto impulsivo durante una finale di hockey che ne stroncò la carriera, sembrava ormai irrevocabilmente conclusa.
La trama del film
La vicenda, che si inserisce nel solco delle commedie sentimentali care alla raccolta, si dipana quando a Sandro, il cui passato glorioso è ormai un lontano ricordo, viene offerta un'ultima, imprevista opportunità di riscatto: allenare una squadra giovanile composta da ragazzi "complicati", ciascuno con un proprio bagaglio di difficoltà e inquietudini, che vedono nel duro sport del ghiaccio una possibilità di riscatto non dissimile da quella del loro tecnico. Il confronto con questi giovani, la cui rabbia è palpabile, costringe l'uomo a rimettere in discussione non solo i propri metodi, ma l'intera concezione del suo ruolo, in un percorso di reciproca crescita che si snoda tra le montagne, luoghi che per la loro stessa natura evocano sfide e vette da raggiungere.
Il contesto produttivo e tematico
La realizzazione del film, come gli altri titoli della serie, ha beneficiato del sostegno del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, un dettaglio che sottolinea come queste produzioni, pur destinate al piccolo schermo, perseguano una certa ambizione qualitativa e narrativa. "Tempi supplementari", infatti, pur declinando i temi classici del ciclo – tra i quali spiccano le seconde chance e la riconquista di sé – attraverso una storia sportiva, ne preserva l'impianto universale, focalizzandosi sulle dinamiche di un gruppo e sulla possibilità di sanare ferite antiche, come quella che separa Sandro dalla figlia, che rivedrà dopo anni proprio in questo nuovo e complicato capitolo della sua vita.
Il valore delle location
Le riprese, svolte in diverse aree del Veneto, non si limitano a fare da sfondo pittoresco alla storia, ma ne diventano parte integrante, contribuendo a definire l'atmosfera e il carattere dei personaggi. Le montagne, con la loro austera bellezza, riflettono la difficoltà del percorso intrapreso sia dai ragazzi sia dal loro allenatore, mentre i paesi e le cittadine che le abitano offrono quel senso di comunità ristretta in cui le storie personali si intrecciano e le redenzioni, quando avvengono, sono visibili a tutti. La scelta di ambientare la storia in questi luoghi, pertanto, va oltre l'esigenza scenografica, radicando il dramma umano in un contesto preciso e credibile, dove il freddo del ghiaccio si contrappone al calore di una possibilità finalmente riconquistata.




