Antonelli, il kart dopo Monza e la sfida di Madrid: “Tornare sulla terra per restare concentrato sul Mondiale”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Domenica scorsa, sul tracciato di Monza, Andrea Kimi Antonelli ha firmato un’impresa che mancava da sessant’anni: un pilota italiano sul gradino più alto del podio del Gran Premio d’Italia. Partito diciannovesimo per una penalità legata alla sostituzione del motore, il ventenne della Mercedes ha completato una rimonta che lo ha portato davanti al compagno di squadra George Russell e alla Red Bull di Max Verstappen. Eppure, a pochi giorni di distanza, l’attenzione del pilota bolognese si è già spostata altrove, lontano dai festeggiamenti e dalle luci del podio.

Un lunedì sui kart per ritrovare la concentrazione

Il giorno dopo il trionfo brianzolo, Antonelli ha scelto di tornare sui kart insieme alla sua squadra. Una giornata che lo stesso pilota ha raccontato come un modo per riportare i piedi per terra dopo l’euforia del successo. “Sono tornato sulla Terra, soprattutto con la giornata passata lunedì sui kart, il giorno dopo Monza”, ha spiegato nel corso della roundtable con i media italiani in vista del fine settimana spagnolo. “Tornare a girare sui kart, dov’è iniziato tutto, ripensare e realizzare il viaggio che ho fatto da allora, è stato un modo per riguadagnare l’attenzione”.

La scelta non è passata inosservata nemmeno a Toto Wolff, che ha ammesso di essersi preoccupato per l’attività fuori pista, forte di una lunga storia di incidenti in occasioni simili. Antonelli ha confermato con una risata: “Mi ha anche mandato un messaggio per sapere se era tutto ok, ma l’ho visto solo alla sera”.

L’eredità di Monza e la “italianizzazione” del box Mercedes

Il successo di Monza ha lasciato tracce profonde anche nell’ambiente della squadra. Il pilota emiliano ha raccontato con orgoglio di aver introdotto alcuni elementi della cultura italiana nel team tedesco, a partire dai rituali contro la scaramanzia. “Gli ho insegnato come rispondere alle gufate e a tutti i principi base della scaramanzia”, ha dichiarato riferendosi al suo ingegnere di pista, aggiungendo che nel box qualcuno ha persino scaricato il testo dell’Inno di Mameli sul telefono per impararlo.

Il trofeo conquistato a Monza, intanto, è ancora in sede Mercedes per essere fotografato dai dipendenti, e Antonelli ha già annunciato l’intenzione di reclamarlo: “Lo chiederò a Toto Wolff, quello di Montecarlo ce l’ha lui in fabbrica ma questo me lo darà, no?”. La festa post-gara, del resto, ha avuto un sapore tipicamente italiano, con gli spaghetti mangiati direttamente dentro la coppa vinta.

Madring, il circuito più complicato dell’anno

L’attenzione di Antonelli è ora tutta rivolta al Madring, il nuovo tracciato cittadino di Madrid che debutta questo fine settimana nel calendario iridato. Il leader del Mondiale non ha usato mezzi termini per descrivere le insidie della pista spagnola. “È il circuito più complicato dell’anno sia dal punto di vista della guida che da quello ingegneristico”, ha spiegato ai media. “Ci sono tutti i tipi di curve: chicane, curve veloci, curve medie, e tantissime frenate in cui si frena mentre si sta ancora sterzando”.

Il riferimento è in particolare alla curva 17, dove “quando tocchi il freno stai ancora girando e poi devi raddrizzare la macchina”, con un margine di errore praticamente nullo. A complicare il quadro, la difficoltà di trovare un assetto che funzioni sull’intero giro: “Ogni configurazione ha pro e contro, aiuta in alcuni punti ma può rendere la vita più difficile in altri”.

La strategia per il fine settimana spagnolo

Le qualifiche di sabato assumono un peso decisivo su un tracciato che, per ammissione dello stesso Antonelli, non favorirà i sorpassi in gara. “Fare la pole, mettersi là davanti e scappare via”, ha sintetizzato il pilota della Mercedes, consapevole che la gestione degli pneumatici domenica sarà tutt’altro che semplice. Il programma del fine settimana prevede una prima giornata di prove libere fondamentale per capire quanto la pista si avvicini alle simulazioni effettuate a Brackley.

“Siamo tutti qui per la prima volta, le Prove Libere saranno molto importanti per tutti”, ha aggiunto Antonelli, sottolineando come il lavoro notturno degli ingegneri sarà cruciale per trovare un compromesso accettabile tra le esigenze di un tracciato così variegato.

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