Buone scuole, la ricetta: solide fondamenta e zero mode pedagogiche
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Redazione Interno
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Paolo Cortese, preside del Vallauri di Fossano, la scuola più grande della sua provincia, non ha dubbi nel commentare il posizionamento di eccellenza del suo istituto nella graduatoria Eduscopio. La Fondazione Agnelli, che con il suo progetto valuta l’efficacia delle superiori basandosi sui risultati universitari e lavorativi dei diplomati, ha infatti riconfermato il Vallauri tra i migliori. La chiave, secondo il dirigente, sta nel non "inseguire mode pedagogiche" effimere, preferendo invece un metodo didattico solido, capace di fornire agli studenti quelle basi culturali e quelle competenze pratiche che, successivamente, si rivelano decisive sia nell’aula universitaria che nel mercato del lavoro. Un approccio che sembra trovare conferma nei dati, i quali offrono una fotografia nitida della capacità di un istituto di preparare al futuro, qualunque sia la strada scelta dopo il diploma.
Il successo misurabile dei diplomati
Il progetto Eduscopio, i cui dati aggiornati si riferiscono all’anno scolastico 2025/2026, opera proprio su questo duplice binario. Da un lato, misura le performance accademiche degli ex studenti che hanno proseguito gli studi, analizzando voti e crediti ottenuti all’università. Dall’altro, valuta il successo nell’inserimento professionale di coloro che, invece, hanno preferito cercare un’occupazione immediatamente dopo la maturità. Questo doppio sguardo, ormai imprescindibile per le famiglie e per gli studenti delle medie chiamati a una scelta cruciale, evidenzia come certi istituti riescano a essere polivalenti. Non si tratta semplicemente di selezionare un liceo per chi vuole laurearsi o un tecnico per chi cerca un lavoro, ma di identificare quelle scuole che, nel loro indirizzo, forniscono una preparazione di qualità, trasversale e spendibile in contesti differenti.
Eccellenze diffuse dal Nord al Sud
I risultati, del resto, mostrano un panorama variegato e incoraggiante, con casi di eccellenza che emergono in regioni diverse. In Campania, ad esempio, il liceo Matilde Serao di Pomigliano d’Arco si è affermato come uno degli istituti più performanti della sua area, distinguendosi per la preparazione offerta nei suoi tre indirizzi: Linguistico, Scienze Umane e Scienze Umane con opzione Economico-Sociale. Analogamente, in Calabria, a primeggiare nella classifica regionale è risultato l’istituto Valentini-Majorana di Castrolibero, un nome che ricorre con insistenza nelle valutazioni positive. Nel frattempo, in Toscana, l’indagine si è concentrata proprio sulla capacità di alcune scuole superiori di facilitare l’accesso al mondo del lavoro, rispondendo a una domanda sempre più pressante tra i ragazzi e le loro famiglie. Questi esempi, seppur locali, indicano una tendenza nazionale verso una maggiore trasparenza e una valutazione basata su outcome concreti e misurabili.
Uno strumento per orientarsi oltre i luoghi comuni
L’importanza di uno strumento come Eduscopio risiede proprio nella sua oggettività, che supera la percezione spesso legata alla tradizione o alla semplice fama di un istituto. I numeri, crudi e comparativi, raccontano una storia fatta di metodo, di continuità didattica e, come sottolineato dal preside Cortese, della scelta di privilegiare sostanza rispetto a sperimentazioni didattiche non sempre validate dal tempo. Per uno studente di terza media e per i suoi genitori, confrontarsi con queste classifiche significa poter fare una scelta più consapevole, supportata da evidenze che vanno al di là delle impressioni o del passaparola. Significa riconoscere il valore di una scuola che, nel lungo periodo, costruisce percorsi di successo per i suoi alunni, siano essi destinati a sostenere esami universitari o a superare colloqui di lavoro.




