Final Fantasy VII su Steam parte male, e Square Enix corre subito ai ripari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Il ritorno di Cloud Strife e dei suoi compagni sulle piattaforme digitali contemporanee, un evento che per molti appassionati rappresenta un tuffo nella nostalgia più pura, si è trasformato in queste ore in un piccolo caso mediatico, se non addirittura in un grattacapo per Square Enix. La casa giapponese, come noto, ha pubblicato una versione aggiornata del suo capolavoro del 1997, Final Fantasy VII, non solo su Steam ma anche su GOG, con l'intento di sostituire la vecchia edizione risalente al 2013, quella che per anni è stata l'unica via ufficiale per giocare al Titolo su PC -5. Tuttavia, il debutto, avvenuto nella giornata di ieri, è stato accolto da un'ondata di critiche feroci da parte degli utenti, costringendo la software house a intervenire d'urgenza con una dichiarazione e, stando a quanto si apprende, con i primi correttivi a poche ore dal lancio.
Il paradosso, però, è che i rilievi degli utenti non riguardano affatto il gioco in sé, che rimane intramontabile, né tantomeno le nuove funzionalità introdotte. L'aggiornamento, infatti, include una serie di accorgimenti tecnici definiti "quality of life", pensati per ammodernare l'esperienza senza toccare la sostanza del racconto o la struttura dell'RPG. Si parla della possibilità di triplicare la velocità di gioco, di disattivare gli incontri casuali – quelli che nei dungeon storici capitavano a ogni angolo – o di attivare un potenziamento che rende il party praticamente invincibile rigenerando salute e magia -5-8. Feature, queste, che sulla carta avrebbero dovuto rendere omaggio ai nuovi giocatori, magari abituati a ritmi più serrati, e che invece sono finite in secondo piano.
Il nodo delle prestazioni e la caccia ai bug
Il cuore della polemica, infatti, batte altrove: a finire sotto accusa sono le prestazioni del porting e la gestione dei salvataggi. Chi aveva acquistato la "2013 Edition" si è visto recapitare automaticamente la nuova versione nella propria libreria, un upgrade gratuito che Square Enix ha voluto garantire a tutti i possessori storici. Ma la sorpresa, per molti, è stata amara. Non solo i salvataggi delle vecchie partite non sono compatibili con il nuovo client – una nota che ha scatenato il malcontento di chi aveva decine di ore sulle spalle – ma diversi utenti hanno segnalato problemi tecnici durante le fasi di battaglia, con rallentamenti e cali di frame rate che compromettono la fluidità di un titolo che, va ricordato, ha ormai quasi trent'anni.
Un lancio da dimenticare tra lamentele e upgrade forzati
La casa produttrice, dal canto suo, si è trovata costretta a correre ai ripari, pubblicando un comunicato per rassicurare la comunità e, soprattutto, mettendo mano al codice per risolvere le criticità più urgenti segnalate sul forum di Steam. La precedente versione del gioco, nel frattempo, è stata rinominata in *Final Fantasy VII – 2013 Edition* e rimane comunque accessibile per chi non volesse o non potesse migrare al nuovo client a causa dei problemi di compatibilità. Una scelta, questa, che testimonia la volontà di non abbandonare i fan più fedeli, ma che al contempo mette in luce una gestione del lancio quantomeno frettolosa.
Ciò che colpisce, in questa vicenda, è la discrepanza tra l'accoglienza riservata alla veste grafica o alle nuove opzioni di gioco – nessuno mette in dubbio la bontà dell'opera originale – e la durezza con cui si sta giudicando l'aspetto puramente tecnico dell'operazione. Square Enix, forte dell'esperienza maturata con le riedizioni dei suoi classici, avrebbe forse dovuto prevedere un testing più approfondito, specialmente su una piattaforma frammentata come quella PC. Gli sviluppatori, in queste ore, stanno monitorando la situazione, ma il primo impatto con il pubblico rischia di offuscare quello che, nelle intenzioni, voleva essere un ritorno trionfale nelle librerie digitali dei videogiocatori di tutto il mondo.




