iPhone Ultra, il primo pieghevole Apple sarà il più facile da riparare? Ecco cosa sappiamo

iPhone Ultra, il primo pieghevole Apple sarà il più facile da riparare? Ecco cosa sappiamo
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sette anni dopo il lancio del primo Galaxy Fold, l’industria degli smartphone continua a interrogarsi su una domanda precisa: quando e come Apple entrerà nel mercato dei pieghevoli? La risposta, se diamo credito al coro di indiscrezioni che si rincorrono ormai da mesi nella filiera asiatica e tra gli analisti del settore, potrebbe arrivare nell’autunno del 2026. Il dispositivo, che secondo molte fonti si chiamerà iPhone Ultra e non “iPhone Fold” per evitare quel confronto diretto con Samsung che Cupertino non ha mai amato, non sarebbe un semplice esperimento tecnologico o un aggiornamento incrementale della gamma. Sarebbe, piuttosto, un prodotto costruito attorno a scelte ingegneristiche talmente radicali da lasciare il segno, alcune delle quali – va detto subito – potrebbero non piacere a tutti.

L’ossessione per la riparabilità e l’addio ai cavi interni

Mentre gran parte dell’attenzione si concentra sul display e sulla cerniera, c’è un aspetto spesso trascurato nei pieghevoli della concorrenza – e cioè la loro manutenzione – su cui Apple sembra aver speso una quantità enorme di energie progettuali. Secondo il leaker cinese Instant Digital, che ha dimostrato più volte di avere accesso a informazioni attendibili sulla componente produttiva, l’iPhone Ultra presenterà una struttura interna rivoluzionaria sotto questo profilo. L’obiettivo dichiarato, spiega il leaker in un post su Weibo, sarebbe quello di ridurre al minimo i cavi flessibili che tradizionalmente attraversano la cerniera; la scheda madre, per esempio, verrebbe spostata sul lato destro, e i pulsanti del volume migrerebbero sul bordo superiore del dispositivo invece di rimanere a sinistra, dove si trovano su tutti gli altri modelli.

Perché questa scelta è così importante? Perché nei pieghevoli attuali, la necessità di far passare decine di cavi attraverso il perno centrale rende ogni intervento di riparazione un autentico calvario, costoso e complesso. Apple, stando a queste ricostruzioni, avrebbe invece progettato gli spazi interni con una logica modulare quasi maniacale, impilando i componenti in modo che siano facilmente accessibili e sostituibili singolarmente. Se le premesse saranno confermate, quando i primi YouTuber smonteranno l’iPhone Ultra – è questa la promessa implicita che arriva dalle indiscrezioni – si troveranno davanti il pieghevole più facile da riparare mai realizzato. Non è un caso che Cupertino abbia scelto questa strada: in un’epoca in cui normative sempre più stringenti spingono verso una maggiore sostenibilità e durata dei dispositivi, un telefono che si può riparare senza impazzire è un argomento di vendita tutt’altro che secondario.

Dimensioni, cerniera e il segreto della piega quasi invisibile

Certo, la facilità di riparazione non sarebbe l’unica carta da giocare. Sul fronte delle dimensioni, i leak descrivono un formato a libro (simile a quello dei Galaxy Z Fold), con uno schermo esterno da circa 5,5 pollici e uno interno che, una volta aperto, raggiunge i 7,8 pollici in proporzioni 4:3, molto simili a quelle di un iPad mini. Apple avrebbe lavorato per anni su tre tecnologie complementari per risolvere il problema estetico più odiato dei pieghevoli – la piega al centro del display – e i risultati, a sentire le voci di corridoio, sarebbero sorprendenti: la cerniera in “liquid metal” (un metallo amorfo che resiste alla deformazione), un vetro a spessore variabile con architettura dual-layer e una colla speciale (OCA) che si adatta alle micro-irregolarità nel tempo. L’obiettivo dichiarato è una profondità della piega inferiore a 0,15 mm, circa un quarto di quella dei modelli Samsung attuali.

I compromessi che fanno discutere: niente Face ID, niente MagSafe

Proprio come accade spesso con i prodotti più estremi, però, ogni primato tecnico ha il suo prezzo, e le rinunce previste per l’iPhone Ultra stanno già facendo discutere parecchio. Partiamo da quella che probabilmente è la più dolorosa: la rinuncia al Face ID. Secondo quanto riportato da diverse fonti, la scocca sottilissima del dispositivo – che da aperto dovrebbe misurare appena 4,5 mm – non lascerebbe lo spazio fisico sufficiente per il sistema TrueDepth di fotocamere necessario al riconoscimento facciale. Apple tornerebbe quindi al Touch ID, integrato lateralmente nel tasto di accensione, esattamente come sugli iPad Air. Su un prodotto che si chiama “Ultra” e costerà intorno ai duemila euro, la scelta è oggettivamente divisiva: i modelli Pro tradizionali, per paradosso, potrebbero arrivare poco dopo con un Face ID sotto il display, percepito come più avanzato.

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