L'Olimpico si svuota, la Lazio riempie le scuole: biglietti gratis contro la protesta dei tifosi
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Redazione Sport
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La semifinale di andata della Coppa Italia, quella in programma mercoledì prossimo tra Lazio e Atalanta, si giocherà con ogni probabilità di fronte a una cornice di pubblico imbarazzante per l’importanza del palcoscenico, un Olimpico fantasma che farebbe da contraltare a una partita che vale una stagione. I numeri, del resto, parlano chiaro e testimoniano una frattura ormai insanabile tra la tifoseria organizzata e la presidenza di Claudio Lotito: la fase di prelazione riservata agli abbonati, circa trentamila, si è chiusa con poco meno di duemila conferme, un deserto che ha spinto la dirigenza a mettere in campo una strategia di emergenza per non consegnare alle telecamere l’immagine di uno stadio vuoto, un’iniziativa che però ha sollevato un polverone mediatico non da poco.
La strategia della Lazio tra inviti scolastici e polemiche
La società biancoceleste, per tamponare la fuga degli spettatori e provare a mascherare la protesta, ha infatti deciso di aprire le porte dell’impianto a Titolo gratuito ad alcuni istituti scolastici e a scuole calcio del territorio, un tentativo di reclutamento forzato che ha scatenato l’ira di chi, dall’altra parte, la contestazione la sta portando avanti con una determinazione ferrea. Come riportato dal Corriere dello Sport, l’invito formale della Lazio è stato esteso a studenti, docenti, personale Ata e rispettivi familiari, un’opportunità presentata come un gesto di vicinanza e collaborazione nell’ambito dei progetti dedicati agli studenti-atleti, ma che viene letta dai gruppi organizzati come una provocazione nei loro confronti, un modo per aggirare il loro dissenso e riempire a tutti i costi i settori, con buona pace della genuinità del tifo. L’operazione, per quanto nobile nelle sue premesse istituzionali, si inserisce in un clima di contestazione che non accenna a placarsi, alimentato da una frattura profonda che va avanti ormai da settimane e che ha già visto lo stadio semi-deserto in occasione delle ultime gare interne di campionato contro Genoa e Atalanta, dove sugli spalti si contavano poche migliaia di anime.
La protesta dei tifosi e la frattura con la presidenza
I tifosi, attraverso i loro comunicati e le parole che circolano sui social e nei siti di settore, hanno ribadito con forza che neppure una semifinale di Coppa Italia, quella che potrebbe rappresentare l’ultimo vero obiettivo della stagione, li farà desistere dalla loro battaglia, e lo striscione affisso nei giorni scorsi dalla Curva Pisani dell’Atalanta, che contesta le restrizioni alle trasferte, è solo l’ultimo segnale di un malessere più diffuso che accomuna diverse tifoserie. La frattura con Lotito, reo secondo i sostenitori di una gestione poco trasparente e di dichiarazioni talvolta giudicate poco rispettose nei confronti della storia del club, ha raggiunto livelli di guardia tali che la dirigenza si trova ora costretta a fare i salti mortali per evitare la figuraccia mediatica di uno stadio Olimpico che, per una semifinale di Coppa Italia, potrebbe contenere più giornalisti e addetti ai lavori che spettatori paganti.
Le restrizioni per i tifosi bergamaschi e il clima di tensione
Dall’altra parte, la Curva Pisani dell’Atalanta, che pure avrebbe voluto sostenere la propria squadra in una partita cruciale, si trova a fare i conti con le disposizioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive che, come spesso accade in match considerati a rischio, ha imposto limitazioni severe per i residenti nella provincia di Bergamo, vincolando l’acquisto dei tagliandi per il settore ospiti ai soli possessori della fidelity card e del programma di fidelizzazione, una misura che di fatto esclude buona parte della tifoseria organizzata e impedisce la trasferta a chi non è in possesso dei requisiti richiesti. Una situazione paradossale, quella che si profila per mercoledì sera, dove da un lato una tifoseria, quella laziale, diserta lo stadio per contestare la propria società, e dall’altra quella bergamasca viene limitata da misure di sicurezza che riducono drasticamente la possibilità di presenziare, lasciando presagire un Olimpico spettrale, popolato solo da qualche migliaio di spettatori paganti, dai bambini e dai ragazzi delle scuole invitati a forza per fare numero, e magari da qualche centinaio di bergamaschi che riusciranno a superare il filtro delle restrizioni. La vendita dei tagliandi, che prosegue tra mille difficoltà, racconta di una partita snaturata, dove la tensione tra la piazza e il presidente Lotito, con le sue recenti uscite sul futuro della società e sul progetto Flaminio, sembra aver preso il sopravvento sulla stessa ragione del gioco.




