Il Mostro di Sollima domina le classifiche mondiali di Netflix
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Dopo la sua presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia, "Il Mostro", la serie in quattro puntate diretta da Stefano Sollima che ripercorre le intricate indagini sulla tristemente nota vicenda del Mostro di Firenze, ha debuttato sulla piattaforma il 22 ottobre, ottenendo subito un risultato straordinario. Secondo i dati ufficiali diffussi dalla stessa compagnia, che calcola le visualizzazioni in base al rapporto tra il totale delle ore guardate e la durata complessiva della produzione, la serie è stata la più vista a livello globale nella settimana compresa tra il 20 e il 26 ottobre. Un exploit, il suo, che l'ha portata a primeggiare non solo nella categoria delle serie non in lingua inglese, ma addirittura in quella generale, superando ogni produzione anglofona.
I numeri di un record senza precedenti
Con 9,6 milioni di visualizzazioni accumulate nella sua prima settimana di programmazione, l'opera ha conquistato la vetta della Top 10 mondiale, un traguardo che pochi prodotti italiani hanno mai raggiunto. La sua capillare diffusione, del resto, è testimoniata da un'ulteriore e ancor più significativa statistica: in ben quarantaquattro nazioni si è piazzata al primo posto tra i titoli più visti, mentre in ottantacinque è riuscita a entrare stabilmente nella classifica dei dieci più popolari. Numeri ai quali, in quella specifica finestra temporale, nessun'altra serie si è nemmeno avvicinata, segnando una predominanza quasi assoluta.
Il commento di un protagonista dell'industria
Il successo planetario della produzione, che ha portato una delle pagine di cronaca nera più complesse e discusse della recente storia italiana a un pubblico internazionale, non ha lasciato indifferenti i vertici del settore. Andrea Scrosati, amministratore delegato di Fremantle, la società produttrice, ha voluto sottolineare come "il successo globale de Il Mostro su Netflix sottolinei il potere e la portata della grande narrazione, a prescindere da dove essa provenga". Una dichiarazione che enfatizza la capacità universale di un racconto ben costruito di superare confini e barriere linguistiche.
La trama che affonda le radici in un cold case italiano
La serie, com'è noto, non si limita a una ricostruzione generica, ma si addentra nelle pieghe investigative di un caso che per anni ha tenuto sulle spine le forze dell'ordine e l'opinione pubblica, riportando alla luce, tra gli altri, anche personaggi e dinamiche secondarie ma cruciali. La narrazione, infatti, include la figura di Francesco Vinci, il quale, coinvolto sentimentalmente con Barbara Locci, finì per credere ai racconti della donna circa le violenze subite dal fratello Salvatore. Questa convinzione, unita a una denuncia per abbandono del tetto coniugale che lo costrinse a un periodo di detenzione, creò le condizioni per una tragedia annunciata, quando scoprì di essere stato sostituito nel frattempo dal più giovane Antonio Lo Bianco.




