Terremoto nelle Filippine, il bilancio delle vittime sale mentre resta l’allarme tsunami
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Redazione Esteri
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Il terremoto nelle Filippine di magnitudo 7,8 che ha colpito la regione di Mindanao, nel sud dell’arcipelago, ha provocato decine di vittime, centinaia di feriti e gravi danni alle infrastrutture. La scossa è stata registrata alle 7:37 del mattino ora locale di lunedì, corrispondenti all’1:37 in Italia, con epicentro in mare al largo della zona di Sarangani e ipocentro a una profondità di 55,2 chilometri. Subito dopo il sisma è scattato anche l’allarme tsunami, mentre le squadre di emergenza hanno avviato le operazioni di soccorso nelle aree più colpite. Le informazioni diffuse nelle prime ore hanno evidenziato un quadro in continua evoluzione, con il numero delle vittime progressivamente aggiornato man mano che i soccorritori raggiungevano le località interessate.
Mindanao colpita dal sisma: crolli e vittime in diverse province
Le conseguenze del terremoto sono state particolarmente pesanti nella parte meridionale delle Filippine. Secondo i dati più recenti riportati dalle autorità e dalle organizzazioni presenti sul territorio, il bilancio provvisorio è salito ad almeno 32 morti, mentre i feriti hanno superato quota 100 e in altre ricostruzioni vengono indicati oltre 200 feriti. Il numero delle vittime potrebbe aumentare ulteriormente con il proseguimento delle verifiche. Numerosi edifici sono crollati o hanno subito danni strutturali, coinvolgendo abitazioni e altre costruzioni presenti nelle zone attraversate dalle scosse più intense. Le immagini diffuse dopo il terremoto mostrano scene di distruzione e interventi di emergenza in diversi centri abitati.
Tra le testimonianze raccolte nelle ore successive al sisma c’è quella del sergente maggiore Robert Dagon della polizia di General Santos City, che ha riferito come molte abitazioni siano state colpite e come le forze di soccorso siano state immediatamente impegnate nelle operazioni di assistenza alla popolazione. Le attività di ricerca e recupero si sono concentrate soprattutto nelle aree dove si sono verificati i crolli più significativi. La situazione resta complessa anche per la necessità di verificare la stabilità degli edifici rimasti in piedi e garantire la sicurezza delle persone evacuate.




