Il secolo dei record: come un “Super Niño” potrebbe ridisegnare il clima globale tra il 2026 e il 2027
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Redazione Esteri
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Non occorre essere un meteorologo per accorgersi che qualcosa, nell’equilibrio atmosferico del pianeta, si è rotto. Eppure, ciò che i modelli previsionali internazionali iniziano a delineare per il prossimo biennio va ben oltre la consueta sequenza di stagioni impazzite o di ondate di calore fuori tempo massimo, quelle a cui, ormai, abbiamo finito quasi per abituarci. Secondo le ultime proiezioni elaborate da centri come l’ECMWF europeo e la NOAA statunitense, esiste una probabilità concreta – stimata tra il 20 e il 25 per cento – che tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 si materializzi un fenomeno che gli esperti definiscono ormai senza mezzi termini come “Super El Niño”. Da un punto di vista tecnico, la soglia che separa un evento forte da uno “super” è piuttosto netta: quando le anomalie della temperatura superficiale del mare, in quella specifica fascia dell’oceano Pacifico equatoriale che chiamiamo regione Niño 3.4, superano i 2 gradi Celsius sopra la media storica, entriamo in un territorio climatico inesplorato, o quasi. Per avere un termine di paragone, basti pensare che l’evento del 2023-2024, nonostante il caos meteorologico che portò con sé, sfiorò quella soglia senza però varcarla realmente; l’ultimo vero “super” registrato risale invece al biennio 2015.
L’oceano bollente e l’effetto a strappo sulla temperatura globale
Per comprendere appieno lo scenario che potrebbe attenderci, è necessario osservare cosa sta accadendo in questo preciso istante nelle profondità del Pacifico occidentale, dove si sta accumulando una riserva di calore talmente ingente da far impallidire quelle osservate negli ultimi trent’anni. I modelli, infatti, rilevano la presenza di acque insolitamente calde in movimento verso est, spinte da venti alisei che hanno cambiato direzione e intensità; questo meccanismo, una sorta di spostamento di una gigantesca massa d’acqua bollente da un capo all’altro dell’oceano, rilascerà poi in atmosfera il proprio carico energetico. Ne consegue che l’anno successivo al picco di un fenomeno del genere – e quindi il 2027 – rischia seriamente di diventare l’anno più caldo mai registrato dall’uomo, scalzando dal podio il pur rovente 2024. Non si tratta, badiamo bene, di un semplice “passaggio di consegne” tra un mese caldo e l’altro; si tratta piuttosto di quell’effetto a “scalino” (definito in gergo “staircase effect”) che vede la temperatura media globale salire di colpo, restando poi ancorata a un livello più alto anche quando il Niño si esaurisce. L’atmosfera, ormai satura di gas serra, non riesce più a disperdere efficacemente il surplus di calore prima che arrivi la prossima scossa tellurica climatica; insomma, una sorta di accumulo patologico che trasforma ogni forte evento El Niño in un acceleratore permanente del riscaldamento globale.
Un’estate 2026 già sul filo del rasoio tra New York e la Sicilia
Se l’apice del fenomeno è previsto per l’inverno del 2027, le avvisaglie di questo sconvolgimento si manifesteranno però molto prima, a cominciare dall’estate del 2026. Chi vive nell’emisfero settentrionale sta già assistendo a una serie di aberrazioni termiche che offrono un assaggio di ciò che verrà; basti pensare agli sbalzi registrati in Nord America a marzo, quando in alcune località occidentali si sono toccati picchi di 20 gradi sopra la norma, salvo poi sprofondare, nel giro di settanta-due ore, verso valori quasi invernali. New York, dal canto suo, ha vissuto una primavera bizzarra, alternando improvvise fiammate da 30 gradi a ritorni di gelo e persino nevicate tardive che hanno imbiancato Central Park a Primavera ormai inoltrata. In questo quadro globale già di per sé instabile, il Mediterraneo e, in particolare, la Sicilia potrebbero ritrovarsi sulla linea di fuoco dell’evento. Gli esperti mettono in guardia da un’estate 2026 caratterizzata da ondate di calore persistenti e afa eccezionale per la regione, con il termometro che potrebbe toccare picchi pericolosi per la salute umana e per le infrastrutture, specialmente nelle aree urbane e nelle zone interne dell’isola. Le conseguenze, in un territorio già provato da anni di siccità strutturale, rischiano di tradursi in una miscela esplosiva di stress idrico e incendi boschivi fuori controllo, alimentati dalla vegetazione secca.
L’effetto domino planetario: dove colpirà la siccità e dove l’alluvione
La firma climatica di un Super El Niño presenta, per sua natura, una dualità crudele: mentre alcune parti del globo sprofonderanno in una siccità senza precedenti, altre verranno flagellate da precipitazioni alluvionali. Guardando la cartina elaborata dai modelli previsionali, si nota con chiarezza che il “triangolo della siccità” interesserà principalmente l’Australia, l’Indonesia, l’India (con una possibile drastica riduzione dei monsoni essenziali per l’agricoltura) e vaste porzioni del Centro America e dell’Amazzonia settentrionale. All’opposto, il versante occidentale del Sud America, in nazioni come Perù ed Ecuador, dovrà fare i conti con piogge torrenziali e conseguenti frane, mentre il Medio Oriente e alcune aree dell’Africa orientale potrebbero vedere temporali di intensità inusuale. Per l’oceano Atlantico, invece, la notizia è paradossalmente meno tragica: l’aumento del cosiddetto wind shear (cioè la variazione della velocità del vento con l’altitudine) generato dal Niño tende a “decapitare” gli uragani ancor prima che possano organizzarsi, riducendone così il numero. L’effetto opposto si registrerà invece nel Pacifico, che potrebbe trasformarsi in una vera e propria fabbrica di tifoni e cicloni tropicali di elevata potenza, pronti a colpire le coste asiatiche e le isole Hawaii. Di fronte a un quadro così complesso e interconnesso, ogni previsione rimane inevitabilmente un esercizio di calcolo delle probabilità; ma la convergenza di tutti i grandi centri di ricerca internazionali su questa ipotesi – quella di un evento di portata eccezionale – suggerisce che il mondo stia per entrare in una nuova, turbolenta fase climatica.




