Euro 2032, la FIGC consegna la lista degli stadi: la corsa verso il 1° ottobre
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Redazione Salute
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La Federazione Italiana Giuoco Calcio si prepara a rispettare la scadenza più delicata dell'intero percorso di avvicinamento a UEFA Euro 2032. Nella giornata di domani, mercoledì 30 settembre, il presidente Giovanni Malagò trasmetterà al massimo organismo calcistico continentale la documentazione completa relativa alle sedi ritenute idonee ad ospitare la rassegna continentale che l'Italia organizzerà insieme alla Turchia. Il termine ultimo fissato da UEFA è quello perentorio del 1° ottobre, una data che non ammette deroghe di alcun genere.
Non si tratta soltanto di una formalità burocratica: è il passaggio decisivo che separa le intenzioni dai progetti concreti, il momento in cui ogni città candidata deve dimostrare di avere i conti in ordine e le carte in regola per ambire a un palcoscenico europeo.
Sedici impianti per tredici città, ma i posti sono soltanto cinque
Il percorso era partito lo scorso 31 luglio, quando la FIGC aveva acquisito i documenti da parte delle sedi interessate: tredici città e sedici stadi per un totale che comprendeva Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Da quella lista iniziale dovranno uscire i cinque impianti che spetteranno all'Italia, considerando che l'altra metà delle sedi è in quota Turchia.
La concorrenza interna è serrata e le variabili in gioco non riguardano soltanto la capienza o lo stato di conservazione delle strutture, ma anche la distribuzione geografica e la capacità dei progetti di rispettare i tempi di realizzazione. Torino, con l'Allianz Stadium, resta al momento l'unico impianto già pienamente conforme ai requisiti richiesti da UEFA.
Le pretendenti e i nodi ancora da sciogliere
Tra le candidature che sembrano godere di maggiori chances figurano Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze e Bari. La Capitale può contare sullo Stadio Olimpico, ma tiene aperta anche la pista che porta al progetto di Pietralata, mentre resta sullo sfondo l'ipotesi Flaminio. Milano dovrà sciogliere il nodo relativo all'impianto da indicare, se il Meazza o il nuovo stadio che Inter e Milan vorrebbero costruire. Napoli punta sulla riqualificazione del Maradona, per il quale sono stati stanziati 203 milioni di euro.
Firenze è avanti con il progetto comunale, Cagliari insegue con il nuovo Gigi Riva e un investimento da 218 milioni di euro, mentre Genova ripropone il Ferraris e Palermo conta sull'interessamento del City Group, pronto a mettere sul piatto 300 milioni per la nuova Favorita.
Requisiti e ricadute oltre la competizione
UEFA ha stabilito che gli impianti dovranno avere una capienza minima di 30.000 posti, ma le strutture che superano i 40.000 spettatori godranno di un vantaggio in sede di valutazione. I lavori dovranno essere completati entro l'autunno del 2031. Rispettare i requisiti per la sola candidatura ufficiale rappresenta un passaggio fondamentale anche al di là dell'inserimento nella lista finale dei cinque stadi.
Secondo quanto previsto dalla Legge Stadi e dai decreti collegati alla rassegna, gli impianti che compariranno nella rosa inviata domani a UEFA potranno accedere a contributi pubblici con una corsia preferenziale, anche qualora non venissero poi selezionati per ospitare le partite. Si parla di cifre comprese tra i 25 e i 30 milioni di euro per ciascuno dei cinque impianti prescelti.
La Turchia accelera e presenta i suoi cinque stadi titolari
Mentre l'Italia si appresta a definire la propria lista, la Turchia si trova in una posizione di vantaggio infrastrutturale. Negli ultimi dieci anni sono stati costruiti 29 nuovi impianti, con un investimento complessivo che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. La Turchia potrebbe già presentare giovedì i cinque stadi titolari, con Istanbul che dovrebbe ospitare due impianti e l'Ataturk Olimpico rinnovato in pole position per la finalissima.
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