Firenze, il nuovo ponte sull’Arno è realtà: concluso il varo tra Bellariva e l'Anconella

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Alle 8 e 30 di questa mattina, venerdì 27 febbraio, sono scattate le operazioni per il varo del nuovo ponte sull’Arno, quello che collega il quartiere di Bellariva con il parco dell’Anconella, e nel giro di poche ore l’enorme impalcato in acciaio, una struttura imponente del peso di diverse centinaia di tonnellate, è stato ruotato e fatto avanzare lentamente verso il pilone centrale, quello già eretto da tempo nell’alveo del fiume, per essere definitivamente posizionato. L’operazione, tecnicamente complessa e visivamente spettacolare, è stata seguita da decine di fiorentini, molti dei quali con bambini al seguito, che si sono radunati sul vicino ponte da Verrazzano e lungo gli argini del lungarno Colombo, in particolare dal giardino intitolato a Tina Anselmi, per immortalare il momento con telefonini e tablet, mentre le forze dell’ordine presidiavano il tratto di fiume, la cui navigazione era stata interdetta in via precauzionale -2-4.

Una manovra complessa e l’attesa dei fiorentini

La cosiddetta “rototraslazione”, questo il termine tecnico per definire lo spostamento contestuale alla rotazione, ha visto l’impalcato, lungo circa 140 metri e realizzato nei mesi scorsi nel cantiere allestito al parco dell’Albereta, scorrere su speciali carrelli prima di essere adagiato sulla pila in muratura che lo sorreggerà -1. Per chi ha assistito, e non erano pochi i cosiddetti “umarell” – quei pensionati che osservano i cantieri – l’attimo in cui la struttura ha iniziato a librarsi verso la sponda opposta è stato il più suggestivo, anche perché un’operazione del genere non si vedeva a Firenze da quarantacinque anni, precisamente da quando, nel 1981, venne inaugurato il viadotto di Varlungo. Questa nuova infrastruttura, che una volta completata raggiungerà una lunghezza complessiva di circa 180 metri, non è soltanto un’opera ingegneristica di rilievo, destinata a modificare la viabilità di una zona densamente popolata come quella tra Gavinana e la riva destra del fiume, ma rappresenta anche un evento cittadino, al punto che Palazzo Vecchio ha già annunciato che saranno proprio i fiorentini a scegliere il nome del ponte, votando in una rosa che include personalità come Rita Levi-Montalcini, le sorelle Nencioni, vittime della strage dei Georgofili, e la partigiana Gilda Larocca -3.

I dettagli strutturali e la viabilità futura

L’intervento di oggi, sebbene il più spettacolare, rappresenta solo una fase del più ampio cronoprogramma costruttivo, perché l’impalcato ora posato rimarrà per circa un mese e mezzo in una posizione leggermente rialzata, con la parte terminale – il cosiddetto “becco” – ancora sollevata in attesa del completamento -2. Nei prossimi mesi, infatti, verrà assemblata e varata la porzione finale di circa venti metri, quella che permetterà di chiudere definitivamente il collegamento con la sponda di Bellariva, e solo dopo le operazioni di saldatura e le finiture strutturali, previste per la tarda primavera, il ponte potrà essere aperto al traffico veicolare. La sua sezione stradale, va ricordato, sarà composta da tre corsie, due in direzione nord e una in direzione sud, affiancate da due percorsi ciclo-pedonali laterali, ma in una prima fase verranno attivate soltanto due delle tre carreggiate, proprio per consentire gli ultimi lavori di rivestimento e di messa in opera del cosiddetto “by bridge” per il controsoffitto -1. Questo nuovo attraversamento, che si inserisce nel contesto dei lavori per la linea tranviaria 3.2.1 verso Bagno a Ripoli, è stato progettato anche con un occhio alla continuità paesaggistica: sul lato sud, infatti, l’arco scavalca il parco dell’Albereta lasciando libero il passaggio, mentre sono previsti interventi di riqualificazione dell’area verde, con lo spostamento di un campo da tennis, la realizzazione di un nuovo skate-park e una banchina per l’attracco di mezzi fluviali leggeri -1-10.

La questione del nome e l’impatto sul quartiere

Oltre all’aspetto puramente tecnico, l’attenzione della città si è concentrata anche sulla scelta dell’intitolazione, un dibattito che coinvolge la memoria storica e l’identità dei luoghi. L’amministrazione comunale, con la sindaca Sara Funaro presente questa mattina alle operazioni di varo insieme al presidente della Regione Eugenio Giani e all’assessore Andrea Giorgio, ha voluto dare la parola ai cittadini, chiamati a esprimersi su una rosa di nomi che, come detto, spazia dalla scienza alla resistenza, senza dimenticare le vittime del terrorismo -3-4. Al di là della toponomastica, però, l’infrastruttura è destinata a modificare radicalmente le abitudini di chi si sposta in questa porzione di città: con l’entrata in funzione del nuovo ponte, quello di Verrazzano sarà infatti progressivamente riconvertito al passaggio della tramvia, con una riduzione delle corsie disponibili per le auto, un passaggio che, se da un lato è stato oggetto di critiche e richieste di valutazioni di impatto ambientale in passato, dall’altro è considerato dagli uffici tecnici di Palazzo Vecchio come l’unica soluzione per decongestionare il traffico in un’area, quella tra lungarno Colombo e piazza Gualfredotto, da anni stretta nella morsa dei cantieri -8-9.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.