L’auto di Stefano De Martino vandalizzata a Milano: graffi e un insulto tra i “simboli misteriosi”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attimo di tensione, per quanto breve e circoscritto, ha interrotto bruscamente la routine quotidiana del conduttore – ormai volto di punta della Rai grazie agli ascolti record di “Affari Tuoi” – costringendolo a fare i conti con una sorpresa tutt’altro che piacevole. Stefano De Martino, lasciata l’auto parcheggiata in strada per un impegno lavorativo, al suo ritorno l’ha trovata vandalizzata: la carrozzeria era stata graffiata in più punti con una punta metallica, e su di essa apparivano segni che, a un primo esame, sembravano indecifrabili. Quel che inizialmente è stato descritto come un insieme di “simboli misteriosi” ha alimentato per qualche ora un piccolo giallo mediatico, rapidamente sgonfiatosi quando il contenuto reale delle incisioni è emerso con chiarezza.
Non erano geroglifici, ma una frase offensiva
Le prime ricostruzioni, basate su indiscrezioni raccolte vicino ai luoghi dell’accaduto – siamo nel cuore di Milano, dove il conduttore si trovava per impegni professionali – parlavano di disegni incomprensibili, quasi un codice privato inciso sulla laccatura. Alcuni avevano ipotizzato un gesto dai contorni inspiegabili, magari un messaggio cifrato o un avvertimento. In realtà, approfondendo la vicenda, quei tratti irregolari componevano una frase volgare e diretta: un insulto pesante, nessun arcano da decifrare. La delusione, per chi sperava in un giallo, si è trasformata nella consapevolezza di un gesto ben più banale e insieme più fastidioso, quello di un atto vandalico compiuto con rabbia o probabilmente con l’intenzione di colpire la persona, non solo la macchina.
“Un graffio o una pennellata?” – la reazione misurata di De Martino
Chi si aspetterebbe uno sfogo plateale da parte di un personaggio pubblico – abituato ai riflettori e, va detto, anche a una certa esposizione mediatica che talvolta sconfina nella cronaca rosa – è rimasto sorpreso dalla reazione realmente avuta dal conduttore. Secondo quanto trapelato da fonti vicine al diretto interessato, De Martino non ha urlato né cercato immediate ritorsioni pubbliche; anzi, si sarebbe chiesto, quasi con un misto di ironia e amarezza, se quelle incisioni fossero “un graffio o una pennellata”. Una domanda retorica, certo, ma che restituisce bene la sua volontà di non lasciarsi trascinare in un’escalation emotiva. Non ci sono state dichiarazioni roboanti né appelli sui social: solo la constatazione di un danno materiale, accompagnata dalla consapevolezza che quel gesto – forse l’ennesimo, in una città dove il vandalismo notturno non risparmia nessuno – meritava semmai un’inchiesta, non un polverone mediatico.
Le indagini e il silenzio sugli autori
Sull’accaduto, che risale a pochi giorni fa, sono stati acquisiti i rilievi del caso. La polizia locale di Milano, intervenuta dopo la denuncia presentata dallo stesso De Martino – o da un suo collaboratore, i dettagli procedurali restano riservati – sta cercando di identificare l’autore del gesto. Al momento non risultano indagati né fermi, e non si è neppure certi che si tratti di un singolo individuo o di un gruppetto. Quel che è certo è che la carrozzeria riporta graffi profondi, come quelli lasciati da una punta metallica manovrata con forza; il ripristino della vernice, a meno di interventi importanti, costerà diverse centinaia di euro. Né si è saputo se l’insulto inciso facesse riferimento a De Martino in quanto personaggio televisivo o toccasse aspetti più privati, che lui ha sempre cercato di proteggere nonostante l’evidente esposizione pubblica.
Un episodio isolato, ma non il primo episodio spiacevole
Non si tratta, però, della prima volta che l’auto del conduttore finisce al centro di un episodio poco gradevole. Fonti di cronaca locale ricordano come, in passato, De Martino avesse già subito un altro danneggiamento simile – sempre a Milano, sempre di notte – senza che allora si riuscisse a risalire ai responsabili. La recidività, per quanto circoscritta a pochi casi, fa pensare a un possibile “bersaglio fisso”, anche se gli inquirenti non hanno ancora stabilito alcun collegamento tra i diversi episodi. Di certo, per chi abita o lavora in zone centrali di una metropoli come Milano, lasciare l’auto in strada è sempre un azzardo; ma quando dietro un semplice graffio si nasconde una frase ingiuriosa, il confine tra bravata e atto intimidatorio si fa sottile. De Martino, dal canto suo, ha ripreso la sua routine tra le registrazioni e i preparativi per l’imminente avventura sanremese, senza lasciare trapelare alcun segno di apprensione. Almeno all’apparenza.




