Vandalizzata l’auto di Stefano De Martino, il giallo dei simboli incisi a Milano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Non c’è stato, questa volta, alcun saluto affettuoso dei fan attaccato con un post-it sul parabrezza. Per Stefano De Martino, volto noto della conduzione televisiva (si pensi ad “Affari Tuoi”), il rientro da un appuntamento milanese si è trasformato in un piccolo, ma fastidioso, episodio di cronaca cittadina. L’auto, una Smart lasciata regolarmente parcheggiata lungo una strada, è stata infatti vandalizzata con una violenza silenziosa e metodica: qualcuno, usando con ogni probabilità una punta metallica, ha inciso sulla carrozzeria una serie di segni profondi e, almeno in un primo momento, del tutto indecifrabili.
Un “messaggio graffiante” tra lettere e simboli confusi
Il settimanale “Nuovo” ha definito l’accaduto proprio con questa efficace espressione, “messaggio graffiante”, a sottolineare come l’atto vandalico non si limiti a un semplice danneggiamento fine a sé stesso. Sulla portiera, infatti, non compaiono solo graffi casuali: ci sarebbero simboli, alcune lettere dell’alfabeto, forse una frase interrotta, il cui significato resta ancora avvolto nel mistero. Si è parlato inizialmente di geroglifici o segni incomprensibili, ma chi ha visionato i danni ipotizza che si tratti invece di una scritta compiuta, seppur realizzata in modo approssimativo e frettoloso. La profondità delle incisioni è tale – ed è questo il punto – da rendere obbligatorio il passaggio in carrozzeria, con costi e tempi di riparazione che al momento non sono stati quantificati.
Non è la prima volta: il precedente del 2021 a Milano
L’episodio, per quanto spiacevole, non rappresenta un unicum nella sfera privata del conduttore. Bisogna tornare indietro al 2021, quando Milano era in festa per lo scudetto dell’Inter. In quella circostanza, De Martino ritrovò la propria vettura con uno specchietto retrovisore letteralmente strappato via; un danno che lui stesso commentò con una battuta ironica, dicendo che evidentemente l’auto “intralciava i festeggiamenti”. Stavolta, però, il contesto è del tutto diverso: non c’erano cortei sportivi o folle in transito, e lo scenario della strada milanese appariva normale. Questo particolare rende l’atto più mirato, o quantomeno inspiegabile, alimentando la ricerca di un autore che al momento non ha un volto né una chiara motivazione.
L’assenza di telecamere e le difficoltà investigative
Chi indaga – senza che sia stato confermato ufficialmente un fascicolo specifico – si trova di fronte a un quadro indiziario frammentario. L’auto era parcheggiata in strada, non in un’area custodita, e non si sa se l’area fosse coperta da sistemi di videosorveglianza pubblici o privati. La dinamica appare lineare nell’esecuzione (una persona si è avvicinata, ha inciso i segni, si è allontanata), ma oscura nelle intenzioni. Trattandosi di un volto noto, non si esclude che il gesto possa avere una matrice dimostrativa o, all’opposto, sia semplicemente il frutto di un atto vandalico casuale, reso più appariscente proprio dalla celebrità della vittima. Quel che è certo è che i segni sulla portiera – non più definibili come “simboli misteriosi” da alcune verifiche successive, bensì come una frase offensiva e riconoscibile – hanno trasformato un normale rientro a casa in un atto dovuto: la denuncia, probabilmente già sporgente, e la ricerca di chi ha impugnato quella punta metallica.




