Il Natale della bora, tra pioggia e neve a basse quote: l'emergenza vento nel nord-est
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una vasta area depressionaria sul Mediterraneo occidentale sta imprigionando l'Italia in una morsa di maltempo, destinata a caratterizzare le giornate clou delle festività con un mix di piogge diffuse, nevicate precoci e, soprattutto, un vento impetuoso che nel nord-est raggiungerà l'intensità di burrasca. La genesi di questa fase perturbata, che gli esperti hanno ribattezzato "Ciclone Natalizio", risiede nell'approfondirsi di un vortice di bassa pressione in prossimità della Corsica e nel contemporaneo rafforzamento dell'alta pressione sull'Europa orientale. Questa configurazione barica, agendo come una potente pompa, innesca un flusso di correnti orientali intense che si abbattono con particolare violenza sul Friuli-Venezia Giulia e sull'alto Adriatico, dove la Bora è già da ore la protagonista indiscussa della scena meteorologica.
L'allerta per il vento e i dati della prima mattinata
La Protezione Civile regionale ha diramato l'allerta meteo di colore giallo per vento forte e fortissimo, valida dalla mezzanotte del 24 dicembre fino alle 18:00 del giorno di Natale. I dati rilevati nelle prime ore di questa Vigilia testimoniano la potenza del fenomeno: a Trieste, la velocità media del vento ha toccato i 68 km/h, con raffiche registrate al molo Fratelli Bandiera che hanno sfiorato i 100 km/h. Valori ancor più significativi si sono misurati in mare aperto, dove alla boa Paloma le raffiche hanno superato i 103 km/h, mentre a Monfalcone hanno raggiunto i 90 km/h. Sebbene al momento non risultino segnalazioni di danni rilevanti o disagi alla viabilità, le autorità raccomandano la massima prudenza, considerato che le previsioni indicano un ulteriore, deciso, peggioramento nelle prossime ore.
Il picco atteso per la Vigilia e il Natale di bora
Il clou dell'evento ventoso è atteso proprio nel corso di oggi, mercoledì 24 dicembre. Le previsioni confermano infatti che la Bora soffierà forte sulla costa e sulle zone orientali, diventando localmente fortissima sul capoluogo giuliano, dove le raffiche potranno toccare e persino superare i 120 chilometri orari. Questo vento catabatico, noto per la sua violenza improvvisa e per la capacità di sollevare mari agitati, renderà necessaria un'attenzione particolare lungo le aree costiere esposte. Anche la giornata di Natale, sebbene con una lieve attenuazione, resterà segnata dal vento intenso, con raffiche che a Trieste potranno ancora attestarsi intorno ai 100 km/h, per poi andare incontro a un graduale indebolimento a partire da venerdì.
Neve a quote basse e il generale quadro di maltempo
L'offensiva del "Ciclone Natalizio" non si esaurisce certo col vento. L'ingresso di correnti fredde dai quadranti orientali, infatti, provocherà un generale e sensibile calo delle temperature, con massime che in molte zone del Triveneto non andranno oltre i 6-9 gradi. Questo crollo termico abbasserà progressivamente la quota neve, portando i fiocchi a imbiancare, già dalla sera della Vigilia, i rilievi a partire dai 400-600 metri sul Friuli e dagli 800 metri in Veneto. Le precipitazioni, che per buona parte della giornata si manifesteranno come pioggia anche moderata su pianure e coste, tenderanno a diventare nevose man mano che il freddo si farà più intenso, con fenomeni che potranno risultare particolarmente abbondanti sui settori alpini e appenninici. La perturbazione, sospinta proprio dalle tese correnti di Bora, inizierà ad allontanarsi dalla regione già nel pomeriggio del 25, lasciando il posto, da Santo Stefano, a un rapido rasserenamento del cielo grazie all'espansione di un anticiclone dall'Europa settentrionale.




