Blitz dei Nas a Catania, studente di medicina gestiva un centro estetico abusivo in casa
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Redazione Interno
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I carabinieri del Nas di Catania hanno denunciato uno studente fuori corso in medicina, accusato di aver allestito, all'interno di un'abitazione privata, un ambulatorio di medicina estetica del tutto clandestino. Il giovane, la cui identità non è stata resa pubblica, avrebbe condotto, senza possedere alcun titolo abilitativo, interventi iniettando botulino e acido ialuronico in pazienti ignari dei gravissimi rischi che correvano. L'attività illegale, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe già generato un volume d'affari considerevole nel corso dei primi mesi di quest'anno, superando la soglia dei settantacinquemila euro.
L'operazione e il sequestro
L'intervento dei militari, che si inserisce in un più ampio contesto di controlli volti a reprimere l'esercizio abusivo delle professioni sanitarie, ha portato alla luce una struttura organizzata che, seppur ricavata tra le mura domestiche, replicava in tutto e per tutto un centro specialistico. Durante la perquisizione, autorizzata dall'autorità giudiziaria locale, sono stati sequestrati ottanta flaconi di farmaci, molti dei quali classificati come illegali o comunque potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. Di alcuni, si teme fossero contraffatti o di dubbia provenienza, aggravando ulteriormente il quadro delle responsabilità.
I pericoli per la salute
La mancanza di autorizzazioni sanitarie, unita all'inesperienza e all'assenza di supervisione medica qualificata, configurava un pericolo concreto per i pazienti, i quali si sottoponevano a trattamenti invasivi senza una reale consapevolezza. L'utilizzo di sostanze come la tossina botulinica e l'acido ialuronico, che richiedono una profonda conoscenza dell'anatomia del volto e delle possibili reazioni avverse, era gestito con approssimazione, esponendo le persone a complicazioni anche gravi. A ciò si aggiunge il ritrovamento di una notevole quantità di materiale sanitario, come aghi sterili e cannule, che veniva impiegato senza le minime garanzie di sicurezza.
Le indagini proseguono
Le indagini dei carabinieri, che continuano per accertare l'esatta portata del fenomeno, stanno cercando di ricostruire l'intera rete di approvvigionamento dei principi attivi e la potenziale esistenza di complici. L'ipotesi è che lo studente si rifornisse attraverso canali paralleli al circuito farmaceutico ufficiale, aggirando così ogni forma di tracciabilità e controllo. L'episodio, uno dei tanti che periodicamente emergono in questo settore, getta una luce sinistra su un business in crescita, che sfrutta la domanda di trattamenti estetici a basso costo mettendo a repentaglio l'incolumità delle persone.




