Carburanti, arriva l'app "Osservaprezzi" del Mimit per trovare il distributore più conveniente
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Redazione Economia
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Da oggi, 20 luglio, è ufficialmente operativa l'applicazione "Osservaprezzi Carburanti", messa a punto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), per consentire a tutti i cittadini di individuare i distributori di benzina e gasolio più vicini o, semplicemente, di confrontare i prezzi in tempo reale per scegliere quelli più convenienti, in un momento in cui i rincari dei carburanti si fanno particolarmente pesanti sulle tasche degli automobilisti, anche a causa della crisi internazionale che ha investito il mercato energetico.
Un'app pubblica per la trasparenza dei prezzi
Si tratta di uno strumento gratuito, disponibile per i sistemi operativi iOS e Android, che arriva dopo un'attesa di oltre tre anni dalla previsione normativa contenuta nel decreto-legge 5/2023. L'applicazione, come spiegato dal Mimit, non si limita a mostrare i prezzi dei singoli distributori, ma offre un valore aggiunto significativo: la visualizzazione del prezzo medio regionale. Questa funzionalità permette all'utente di capire immediatamente se il prezzo praticato da un determinato impianto sia allineato con la media del territorio o se si tratti invece di un'eccezione, magari per eccesso.
Per garantire il corretto funzionamento e l'affinamento del servizio, il Ministero ha invitato gli utenti a segnalare eventuali anomalie o imprecisioni nei dati rilevati, in modo da migliorare progressivamente l'efficacia e la qualità dello strumento.
I numeri della stangata: benzina e gasolio volano oltre i 2 euro
Il lancio di "Osservaprezzi Carburanti" cade in un periodo particolarmente critico per il settore, segnato da una nuova, impetuosa ondata di rialzi che hanno riportato i prezzi alla pompa verso quota due euro al litro, se non oltre, come denunciato dal Codacons. Secondo gli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Mimit, il prezzo medio del gasolio in modalità self-service sulla rete stradale ordinaria ha raggiunto 2,091 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,935 euro al litro.
La situazione appare ancora più grave in autostrada, dove il self-service per il diesel tocca i 2,164 euro al litro e la benzina i 2,025 euro al litro. Rispetto ai prezzi medi registrati il 3 luglio, giorno della scadenza del taglio delle accise, il gasolio ha subito un incremento di 20,9 centesimi al litro e la benzina di 13,2 centesimi.
Il contesto: crisi internazionale e fine dello sconto sulle accise
Le ragioni di questa impennata dei prezzi sono da ricercarsi principalmente nel contesto internazionale, con la recrudescenza del conflitto tra Stati Uniti e Iran e la conseguente, nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il traffico del petrolio, che ha innescato un rialzo delle quotazioni del greggio. A questo si aggiunge l'effetto combinato della fine dello sconto sulle accise, che ha eliminato un importante argine ai rincari.
Secondo i calcoli del Codacons, un pieno di gasolio costa oggi 10,4 euro in più rispetto a inizio luglio, mentre per la benzina l'aggravio è di 6,6 euro. Un costo che grava non solo sulle famiglie in viaggio per le vacanze estive, ma anche su tutte le filiere produttive e di distribuzione delle merci.
Uno strumento di trasparenza, non una soluzione ai rincari
Nonostante l'app rappresenti un passo avanti in termini di trasparenza e concorrenza, offrendo ai consumatori uno strumento ufficiale e facilmente accessibile per orientarsi in un mercato complesso, le associazioni dei consumatori ne hanno sottolineato i limiti strutturali. Il Codacons, in particolare, ha osservato come l'applicazione, pur essendo un valido supporto, non possa da sola invertire la tendenza al rialzo dei prezzi.
"Per far scendere i listini alla pompa l'unica misura davvero utile è il taglio delle accise", ha dichiarato l'associazione, sottolineando come gli interventi strutturali sulla fiscalità rimangano l'unica leva per alleviare concretamente il peso dei carburanti sulle tasche degli italiani.




