La benzina si avvicina al diesel: prezzi più vicini dopo il rialzo delle accise

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rialzo delle accise sulla benzina, deciso la scorsa settimana dal governo, ha iniziato a produrre i suoi effetti più tangibili proprio lungo la rete stradale nazionale, dove i gestori degli impianti di rifornimento – come spesso accade in occasione di modifiche fiscali – hanno progressivamente allineato i listini alle nuove aliquote. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, nella giornata di lunedì 4 maggio 2026 il prezzo medio della benzina in modalità self service ha toccato quota 1,899 euro al litro. Il gasolio, dal canto suo, si attesta a 2,047 euro al litro, segnando un divario ormai minimo tra le due tipologie di carburante più utilizzate dagli automobilisti italiani. Una tendenza, questa, che conferma come le manovre sulle imposte indirette abbiano il potere di ridisegnare in tempi brevissimi le gerarchie di prezzo, indipendentemente dall’andamento delle quotazioni internazionali dei raffinati.

L’adeguamento dei prezzi consigliati e il ruolo delle accise

Nel corso del fine settimana, gli operatori del settore hanno recepito la riduzione dello sconto sulle accise – entrata in vigore il 2 maggio – adeguando di conseguenza i prezzi consigliati per benzina e Gpl. Nello specifico, per la benzina l’aumento è stato di 18,3 centesimi al litro, mentre per il Gpl si è fermato a 5 centesimi al litro, tenendo conto delle nuove aliquote ormai comprensive dell’Iva. Un meccanismo, quello della traslazione fiscale, che agisce in modo quasi automatico sulla rete: non appena il governo modifica il prelievo alla pompa, i gestori si trovano costretti a ritoccare i cartelli, spesso entro poche ore, salvo poi verificare l’effettiva reazione della domanda. E proprio questa rapidità nell’adeguamento spiega perché, a fronte di un calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati – venerdì scorso in discesa e ancora in ribasso nella mattinata di oggi – i prezzi finali continuino ad aumentare.

Il self service come termometro della pressione fiscale

La modalità self service, quella che tradizionalmente offre i prezzi più bassi grazie al risparmio sul costo del personale, rappresenta in questo frangente il termometro più fedele della pressione fiscale. È qui, infatti, che gli aumenti delle accise si traducono in numeri puri, senza il filtro dei servizi aggiuntivi o delle maggiorazioni applicate dai distributori serviti. E così, mentre la benzina tocca 1,899 euro al litro, il gasolio supera abbondantemente quota due euro, assestandosi a 2,047. Un dato, quest’ultimo, ancora più significativo se si considera che fino a pochi mesi fa il divario tra i due carburanti era molto più ampio, a favore del gasolio storicamente meno caro. Oggi, invece, le distanze si sono pressoché azzerate, e in alcuni tratti della rete non è raro trovare pompe dove la benzina costa appena un paio di centesimi in meno rispetto al diesel.

Il ministero certifica il nuovo scenario alla pompa

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso i rilevamenti giornalieri del proprio Osservatorio, certifica così uno scenario inedito per l’inizio di maggio 2026. La nota stampa diffusa nella mattinata del 4 maggio non lascia spazio a interpretazioni: i prezzi medi rilevati lungo la rete stradale nazionale fotografano una situazione di progressiva convergenza tra benzina e diesel, destinata probabilmente a mantenersi stabile finché non interverranno nuove variabili, sia dal lato fiscale sia da quello delle quotazioni petrolifere. I dati, peraltro, arrivano a pochi giorni dalla decisione governativa di ritoccare le accise, quasi a voler testimoniare la rapidità con cui la sforbiciata allo sconto si riverbera sui consumatori. E se i prezzi consigliati sono aumentati in modo netto per la benzina, il gasolio – pur non avendo subito una variazione diretta delle accise nella stessa misura – ne ha risentito indirettamente, complice una logica di mercato che tende a livellare i margini tra le diverse colonnine.

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