Cambiano i prezzi di benzina e diesel: entra in vigore il decreto sulle accise
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Da giovedì scorso, il riallineamento delle accise sui carburanti ha modificato i prezzi alla pompa, con un immediato effetto che vede il diesel aumentare e la benzina diminuire. Il decreto interministeriale "Revisione delle disposizioni in materia di accise", firmato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e da quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti, stabilisce un nuovo regime fiscale: l’aliquota per la benzina scende a 71,34 centesimi al litro, mentre quella per il gasolio sale a 63,24 centesimi.
La misura, che recepisce una direttiva europea sull’armonizzazione fiscale e la transizione ecologica, non è neutrale nelle sue conseguenze. Se da un lato la riduzione di 1,5 centesimi sulla benzina potrebbe alleviare – seppur marginalmente – il carico per gli automobilisti, dall’altro l’aumento equivalente sul diesel rischia di pesare su trasportatori e aziende, già alle prese con i rincari degli ultimi anni.
I numeri, del resto, parlano chiaro: l’Italia è tra i Paesi europei con i carburanti più cari, collocandosi al sesto posto per il gasolio e al settimo per la benzina. Secondo Assoutenti, le tasse – tra Iva e accise – incidono per il 61,1% sul prezzo finale della benzina e per il 57,2% su quello del diesel. Un dato che, nel 2023, ha portato nelle casse dello Stato circa 38,1 miliardi di euro sui 70,9 miliardi spesi complessivamente dagli italiani per rifornirsi.




