Il boato nella notte a Morciano, la Bmw finisce nella scarpata: muore Michele Riglietti, 19 anni. Salva l’amica che risale nel buio e nel fango per dare l’allarme
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Redazione Interno
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Il rumore sordo e violento delle lamiere che si accartocciano, un impatto che ha squarciato il silenzio della campagna romagnola intorno alle tre di notte, e poi solo urla e quel silenzio assordante che segue una tragedia. È successo tutto in pochi secondi, lungo via Santa Maria Maddalena, una strada che costeggia la campagna nel comune di Morciano di Romagna, nel cuore della Valconca: una Bmw 320 con a bordo due giovani è finita fuori strada, centrando in pieno alcuni alberi e terminando la sua corsa ribaltandosi in una scarpata, dopo aver urtato il terrapieno di un canale di scolo. Per Michele Riglietti, 19 anni, residente a Vallefoglia e originario di Urbino, non c’è stato nulla da fare: i soccorritori del 118, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri, non hanno potuto che constatarne il decesso. Il giovane, che era alla guida, è rimasto intrappolato tra le lamiere, e la violenza dell’impatto, con il tettuccio sfondato, gli è stata fatale.
A bordo con lui c’era un’amica, una ragazza di 17 anni di Macerata Feltria, che invece è miracolosamente sopravvissuta. Quando l’auto si è arrestata, riversa su un fianco con le ruote all’aria, la diciassettenne è riuscita a divincolarsi e a uscire dall’abitacolo nonostante lo stato di shock e i traumi riportati. Nel buio più completo, scivolando nel fango, ha risalito la scarpata fino a raggiungere la carreggiata e, da lì, ha bussato alla porta di un’abitazione vicina per chiedere aiuto, dando così l’allarme. Una reazione che le ha salvato la vita, consentendo ai soccorsi di arrivare tempestivamente, sebbene per il conducente non ci fosse già più speranza. La ragazza, dopo le prime cure sul posto, è stata trasportata all’ospedale Bufalini di Cesena: le sue condizioni, pur con ferite e contusioni, non sarebbero gravi e non è in pericolo di vita.
L’urlo di dolore della madre e i funerali a Montecchio
Nelle prime ore del mattino, sui social network è comparso un messaggio che ha gelato il sangue di chiunque lo abbia letto. La madre di Michele, Daniela, ha affidato al proprio profilo Facebook il dolore di una perdita incommensurabile, scrivendo poche parole spezzate: “La mia vita è finita… Mio figlio. La mia vita… il mio tutto…”. Un grido di disperazione che ha immediatamente fatto il giro della rete, testimoniando la profondità di una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi per la famiglia del giovane. I genitori di Michele, che gestiscono una pizzeria a Vallefoglia, sono molto conosciuti nella zona, e la notizia ha sconvolto non solo il paese in cui vivevano ma anche l’intero comprensorio tra le province di Pesaro e Rimini.
La salma del ragazzo è stata restituita ai familiari, e nel frattempo sono stati fissati i funerali. L’ultimo saluto a Michele Riglietti si terrà nel pomeriggio di domani, con inizio alle ore 15, nella chiesa di Montecchio, una frazione del comune di Vallefoglia. Un intero territorio si prepara a stringersi attorno al padre Giuseppe e alla madre Daniela, in una cerimonia che si preannuncia partecipata e commossa, per ricordare un ragazzo di soli diciannove anni la cui vita è stata spezzata troppo presto in un tragico incidente ancora da chiarire.
L’incidente e le indagini in corso
La dinamica esatta di quanto accaduto è al centro di un’indagine condotta dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Rimini. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire gli ultimi istanti di quella corsa, per capire cosa possa aver causato la perdita di controllo del veicolo. L’ipotesi al momento è quella di una fuoriuscita autonoma, con l’auto che ha sbandato andando a colpire violentemente gli alberi sul lato della strada per poi finire la sua corsa nella scarpata. Non risultano coinvolti altri mezzi, ma gli accertamenti tecnici sono ancora in corso, e si valuta anche la possibilità di disporre un’autopsia per chiarire se il decesso sia stato istantaneo o se ci siano altri elementi utili a comprendere la dinamica.
Di certo c’è che il boato dell’impatto ha rotto la quiete della notte, e che i segni lasciati sull’asfalto e sugli alberi testimoniano la violenza di uno schianto che non ha lasciato scampo. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo con cesoie e divaricatori per estrarre il del giovane dalle lamiere, in un’operazione complessa e delicata. L’amica sopravvissuta, nel frattempo, è stata ascoltata brevemente dai sanitari, ma solo nei prossimi giorni, quando sarà più lucida e le sue condizioni si saranno stabilizzate, potrà fornire agli inquirenti una testimonianza più dettagliata di quei drammatici minuti. Una tragedia che lascia sgomenti e che riaccende i riflettori sulla sicurezza delle strade della provincia, specialmente nelle ore notturne quando la visibilità è ridotta e i pericoli si moltiplicano.




