ChatGpt trasforma utenti in action figure: il nuovo trend che conquista i social

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo l’ondata di immagini in stile Studio Ghibli, che aveva scatenato polemiche per le implicazioni legate al copyright, il generatore di immagini di ChatGpt, basato sul modello 4o, si è lanciato in un nuovo trend virale: quello delle action figure. Basta un prompt, e gli utenti vengono trasformati in miniature da collezione, con tanto di accessori personalizzati, come fossero giocattoli ispirati alla loro identità.

L’hashtag #StarterPack ha invaso i social, sintetizzando un fenomeno che mescola nostalgia per i giocattoli d’infanzia e ironia digitale. Se prima il dibattito si era concentrato sull’appropriazione indebita di stili artistici – come quello di Hayao Miyazaki – ora l’attenzione si sposta su un’estetica pop, dove ognuno può diventare una statuetta da scaffale. Non mancano le sperimentazioni con personaggi famosi, da Dante a Jannik Sinner, fino a Silvio Berlusconi, ridotti in formato action figure con dettagli caricaturali.

La domanda, però, resta aperta: cosa succede quando un linguaggio visivo, nato per essere unico e artigianale, viene replicato all’infinito da un algoritmo? L’effetto, al di là della viralità, è quello di un immaginario collettivo che si omologa, pur nella sua apparente creatività. Intanto, il meccanismo è semplice: ChatGpt interpreta le richieste degli utenti, generando corpi stilizzati, pose dinamiche e accessori simbolici, in un mix tra fumetto e realtà.

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