Ictus, la Stroke Unit di Como è hub di riferimento e la prevenzione parte dai segnali
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Redazione Salute
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In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla patologia, l'Asst Lariana ha voluto rimarcare il ruolo centrale della propria Stroke Unit, che funge da Hub provinciale per la città di Como e il suo territorio, un presidio la cui attività, condotta da professionisti dedicati, è mirata a un obiettivo preciso: minimizzare le conseguenze dell'evento acuto, assicurando al contempo le migliori prospettive di recupero e un'ottimale qualità della vita, sia per i pazienti che per i loro familiari. L'ictus, che si configura come la seconda causa di morte e di disabilità a livello globale, colpisce ogni anno circa quindici milioni di persone, un dato allarmante che vede, secondo le stime dell'Istituto Superiore di Sanità, cinque milioni di decessi e altri cinque milioni di individui affrontare una disabilità permanente, la quale, oltre a compromettere funzioni essenziali come la vista o la parola, porta con sé un onere significativo per l'intero nucleo familiare.
L'importanza della rapidità di intervento
A confermare la criticità del fattore tempo è il dottor Ciro Mundi, direttore della Struttura Complessa di Neurologia del Policlinico di Foggia, il quale sottolinea come la prontezza nell'agire possa determinare l'esito della patologia, segnando il confine tra una guarigione soddisfacente e l'insorgere di gravi menomazioni. Dopo un evento cerebrovascolare, ogni minuto che trascorre equivale alla perdita di una quantità enorme di neuroni, un danno cerebrale che progredisce in modo inarrestabile; da qui nasce l'imperativo, per chi si trova accanto alla persona colta da malore, di riconoscere i segnali d'allarme senza esitazione, attivando immediatamente la catena dei soccorsi.
I segnali da non sottovalutare e la prevenzione
Proprio per diffondere una maggiore consapevolezza sui sintomi, che spesso vengono ignorati o male interpretati, l'Istituto Neurologico Besta ha organizzato un incontro informativo aperto alla cittadinanza, un'occasione per illustrare i campanelli d'allarme e le misure di prevenzione utili a contrastare l'insorgere della malattia. È emerso, tra l'altro, un dato che sfata un luogo comune: un malato su sei ha un'età inferiore ai cinquant'anni, il che dimostra come la patologia non colpisca esclusivamente la popolazione anziana. Il metodo "FAST" rappresenta lo strumento più semplice ed efficace per memorizzare i principali indizi, che includono l'improvvisa asimmetria del volto, la debolezza di un arto e le difficoltà nell'eloquio, tutti elementi la cui comparsa improvvisa deve suonare come un campanello d'allarme ineludibile.
La doppia responsabilità di fronte all'emergenza
La battaglia contro l'ictus si gioca dunque su un duplice piano, che coinvolge non solo il sistema sanitario, con i suoi hub all'avanguardia e il lavoro incessante dei neurologi, ma anche la collettività, chiamata a una corresponsabilità diretta. La capacità di identificare prontamente i sintomi, infatti, non è un'opzione ma un dovere civico, l'unico modo per non disperdere quei minuti preziosi durante i quali il danno cerebrale diviene, purtroppo, sempre più esteso e difficile da contenere, con esiti che possono cambiare per sempre il corso di un'esistenza.




