Andrea Guerrieri agli Us Open 2026: primo main draw in uno Slam a 27 anni dopo la scalata dal numero 512

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Andrea Guerrieri ha compiuto l'impresa che ogni tennista sogna sin da ragazzo, qualificandosi per la prima volta in carriera al tabellone principale di uno Slam, e lo ha fatto sui leggendari campi in cemento di Flushing Meadows, teatro degli Us Open. Il tennista classe 1998, originario di Correggio, ha superato l'ultimo scoglio delle qualificazioni battendo con un perentorio 6-2 6-4 il tunisino Aziz Dougaz, in un match che è stato anche interrotto per oltre due ore a causa della pioggia, ma che non ha mai messo in discussione la superiorità del giocatore italiano.

Con questo risultato, ottenuto dopo una stagione 2026 semplicemente straordinaria, Guerrieri ha coronato un sogno che fino a qualche mese fa appariva lontanissimo, visto che aveva iniziato l'anno con il numero 512 del ranking ATP, una posizione che lo costringeva a giocare quasi esclusivamente nei tornei minori del circuito ITF.

Da Correggio a New York, la lunga gavetta del mancino italiano

Nato il 3 dicembre 1998, Andrea Guerrieri è un mancino che ha iniziato a giocare a tennis all'età di quattro anni, avvicinato allo sport da suo padre che frequentava il Circolo Tennis di Correggio. Il suo talento emerse precocemente tanto che nel 2014 divenne campione italiano Under 16, e nel circuito junior arrivò a occupare la posizione numero 93 del ranking mondiale, riuscendo anche a partecipare al tabellone juniores degli Us Open nel 2016, dove però si fermò al primo turno.

Il passaggio tra i professionisti però non fu affatto semplice, e per anni Guerrieri ha vissuto nell'anonimato dei tornei ITF e delle qualificazioni dei Challenger, spesso senza la certezza di potersi garantire vitto e alloggio durante le trasferte, come accade a molti giocatori che lottano nella parte più oscura del circuito.

Dopo gli inizi a Correggio e il passaggio da Reggio Emilia, il tennista emiliano si è trasferito alla Tennis Training School di Foligno, dove è seguito da Giampaolo Coppo e Riccardo Maiga. Con loro ha lavorato per trasformare il suo tennis, rendendo il diritto, un tempo utilizzato prevalentemente per contenere, un colpo con cui comandare lo scambio, e migliorando il servizio, potenziato dallo slice del mancino e da una maggiore ricerca di angolazioni.

Proprio la capacità di esprimere questo tennis nei momenti cruciali è stata la chiave di volta della sua stagione, come lui stesso ha più volte raccontato, ammettendo di aver attraversato momenti difficili tra i 20 e i 25 anni, ma senza mai smettere di credere che il suo livello potesse essere più alto della classifica.

Un 2026 da favola: il titolo Challenger e la scalata nel ranking

Il 2026 è stato l'anno della definitiva consacrazione per Andrea Guerrieri, che è partito dal fondo della classifica per compiere una rimonta incredibile che lo ha portato a essere numero 187 del mondo alla vigilia degli Us Open.

Il momento di svolta è arrivato ad aprile, quando il tennista di Correggio ha vinto il suo primo titolo Challenger al "Roma Garden Open", un torneo sulla terra rossa capitolina nel quale partì addirittura dalle qualificazioni, per poi imporsi in finale sul ceco Dalibor Svrcina, numero 127 del ranking e prima testa di serie del torneo, con il punteggio di 6-4 2-6 6-1.

Quel successo, definito dallo stesso Svrcina come meritato dal giocatore migliore, ha permesso a Guerrieri di entrare per la prima volta in carriera nella top 250 ATP, un balzo di quasi 100 posizioni che ha cambiato completamente le prospettive della sua carriera.

Da quel momento Guerrieri non si è più fermato: a maggio ha conquistato il titolo nel torneo ITF M25 di Reggio Emilia, il "Trofeo Camparini Gioielli Cup", superando in finale Gabriele Piraino e confermando il suo eccellente momento di forma. A completare il quadro, un'altra vittoria in un ITF M25 a Trento, che ha portato il suo bottino stagionale a tre titoli, tra cui quello prestigioso del Challenger.

Questi risultati, uniti a una costante crescita nel gioco, gli hanno permesso di accumulare la fiducia necessaria per affrontare le qualificazioni degli Us Open con la giusta determinazione, e New York ha rappresentato la ciliegina sulla torta di una stagione già da ricordare.

La pioggia e la doppia gioia italiana a Flushing Meadows

La giornata conclusiva delle qualificazioni agli Us Open è stata caratterizzata da forti piogge che hanno sconvolto il programma, costringendo gli organizzatori a sospendere e rinviare numerosi incontri; alla fine, solo otto match su tutti quelli in programma sono stati portati a termine: quattro maschili e quattro femminili.

In questo contesto complicato, l'Italia ha potuto comunque festeggiare una doppia impresa, grazie alle vittorie di Andrea Guerrieri e di Lucrezia Stefanini, entrambi capaci di staccare per la prima volta il pass per il main draw del torneo. Per Guerrieri si è trattato di un'esordio assoluto in uno Slam, mentre per Stefanini, toscana di Carmignano, la qualificazione a New York ha rappresentato il completamento della sua collezione personale, essendo riuscita a giocare il tabellone principale di tutti e quattro i tornei del Grande Slam.

La pioggia, invece, ha impedito la discesa in campo degli altri due azzurri ancora in corsa per le qualificazioni, Francesco Passaro e Federico Cinà, che sono stati costretti a rimandare i loro match decisivi alla giornata successiva.

L'impresa di Guerrieri, tuttavia, rimane il dato più significativo della giornata per il tennis italiano, perché rappresenta la vittoria di un giocatore che ha costruito la sua carriera con pazienza e sacrificio, lontano dai riflettori, e che ora, a 27 anni, si è guadagnato il diritto di calcare il palcoscenico più importante del tennis mondiale.

Nel suo match contro Dougaz, Guerrieri ha dimostrato grande solidità, non perdendo mai il servizio e annullando tutte le palle break concesse all'avversario, chiudendo l'incontro in un'ora e venti minuti con una prestazione di grande autorità.

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