Us Open 2026, l'Italia piazza quattro colpi: Guerrieri e Cinà entrano nel main draw
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Redazione Sport
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La cavalcata dei colori azzurri verso il tabellone principale degli Us Open ha assunto i contorni di una piccola epopea, con quattro protagonisti che, al termine di un turno di qualificazioni tanto lungo quanto insidioso, hanno strappato il pass per il torneo che da sabato 30 agosto animerà i campi in cemento di Flushing Meadows.
Se il tennis italiano sta vivendo una fase d'oro, i numeri parlano chiaro: tredici rappresentanti, tra uomini e donne, si sono guadagnati un posto nello slam newyorkese, un esercito che promette scintille e che testimonia la crescita costante di un movimento ormai stabilmente ai vertici del panorama internazionale.
E tra questi, spiccano le storie di due giovani che, per età e per percorso, incarnano alla perfezione il rinnovamento generazionale di cui si sente tanto parlare: Andrea Guerrieri e Federico Cinà, uniti da un destino comune di sacrificio e di risultati che mai come quest'anno stanno raccogliendo i frutti di un lavoro certosino.
La marcia trionfale di Guerrieri, dominio e maturità
Se c'è una storia che profuma di sogno americano, quella è senza dubbio la parabola di Andrea Guerrieri, l'atleta di Correggio che in un solo anno ha compiuto un balzo in avanti che molti definirebbero impossibile. Partito dai margini del ranking, con una posizione che a inizio stagione stazionava intorno al numero 500 del mondo, Guerrieri ha saputo trasformare la sua annata in un crescendo di vittorie e soddisfazioni, culminato con l'accesso diretto al main draw dello Us Open.
Nel suo ultimo ostacolo, il tunisino Aziz Dougaz, non ha potuto fare altro che assistere a una lezione di tennis: il 6-2, 6-4 finale non lascia spazio a interpretazioni, un netto predominio che ha messo in luce la freddezza e la qualità del gioco dell'azzurro, capace di gestire i momenti chiave senza mai vacillare.
Questo risultato non è che l'ultimo tassello di un 2026 che ha regalato a Guerrieri un Challenger vinto a Roma, una scalata feroce fino al 187º posto della classifica mondiale (destinato a salire ulteriormente) e la consapevolezza di poter competere con i migliori, come dimostrato dalla sconfitta solo al secondo turno delle qualificazioni a Wimbledon, un'esperienza che ha forgiato il suo carattere.
Cinà, il talento di Palermo si prende la scena
Ad accompagnare Guerrieri in questa avventura newyorkese ci sarà Federico Cinà, il diciannovenne palermitano che sta facendo parlare di sé non solo per i colpi ma per una maturità fuori dal comune. Per lui, la qualificazione al tabellone principale rappresenta la prima volta in carriera, un traguardo che raggiunge con la determinazione di chi non vuole fermarsi.
La sfida contro il cinese Yunchaokete Bu, terminata 3-6, 6-4, 7-5, è stata una battaglia dai due volti: dopo aver ceduto il primo set, Cinà ha saputo ribaltare l'inerzia con un tennis propositivo e una resistenza fisica che hanno avuto la meglio sull'avversario nei momenti decisivi. Attualmente numero 181 dell'ATP e quarto nella race di Next Generation, la classifica che premia i migliori under 20 e che garantisce l'accesso al torneo di Jeddah, Cinà rappresenta il futuro del tennis italiano, ma con i risultati di oggi dimostra di essere già un presente solido e competitivo.
La sua prestazione a Flushing Meadows è la ciliegina sulla torta di una stagione che lo consacra come una delle promesse più interessanti nel panorama mondiale.
Passaro e Stefanini completano il poker azzurro
Non sono finiti qui i sorrisi per il tennis italiano, perché alle gesta di Guerrieri e Cinà si aggiungono quelle di Francesco Passaro e Lucrezia Stefanini, pronti a vestire i colori azzurri nel main draw dello slam. Francesco Passaro, che l'anno scorso aveva già assaporato l'ebbrezza del tabellone principale, ha confermato di trovarsi a suo agio sui campi americani, liquidando il giapponese Shintaro Mochizuki con un secco 6-4, 6-2 che non ha lasciato spazio a dubbi.
Una prestazione solida, quella del perugino, che gli permette di bissare il successo dell'edizione precedente e di ritrovarsi a giocare sul palcoscenico più importante del mondo con la consapevolezza di chi già conosce le insidie del torneo.
Il dato complessivo, quello che più colpisce, è però il numero dei partenti: su diciassette italiani che si sono presentati ai nastri di partenza delle qualificazioni, ben quattro sono riusciti a superare l'ostacolo, una percentuale di successo che la dice lunga sullo stato di salute del movimento italiano, capace di sfornare talenti pronti a imporsi sulla scena internazionale.
Una pattuglia azzurra da record per lo slam newyorkese
Con queste quattro aggiunte, il contingente italiano agli Us Open 2026 raggiunge quota tredici elementi, un numero che testimonia l'incredibile momento vissuto dal tennis nazionale, capace di alternare giovani promesse a giocatori più esperti in un mix vincente. Il torneo, che prenderà il via il prossimo 30 agosto, sarà trasmesso in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW, offrendo al pubblico italiano la possibilità di seguire ogni scambio di questa pattuglia che si appresta a scrivere una pagina importante della storia di questo sport.
Le qualificazioni hanno dunque regalato emozioni e conferme, ma ora l'asticella si alza ulteriormente: il main draw è un'altra bestia, un ambiente dove ogni punto può fare la differenza e dove il livello si impenna vertiginosamente. Per Guerrieri, Cinà, Passaro e Stefanini, l'avventura è appena cominciata, e se il cammino delle qualificazioni è stato un prologo esaltante, il copione principale promette colpi di scena e storie che solo il tennis sa regalare, in quella che si preannuncia come un'edizione indimenticabile per i tifosi azzurri.
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