Tennis, Montecarlo: l’incubo Arnaldi non finisce mai, sesta sconfitta di fila nel main draw

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il rosso della terra battuta del Principato, che solitamente esalta i colpi dei giocatori mediterranei, si è tinto per l’ennesima volta dei toni cupi della delusione per Matteo Arnaldi. Il tennista sanremese, classe 2001, non riesce a trovare una via d’uscita da quello che ormai può essere definito un vero e proprio tunnel di sconfitte. Nonostante la seconda possibilità offertagli dal tabellone – era stato ripescato come lucky loser dopo il ko nelle qualificazioni – l’esito non è cambiato: al primo turno del “Rolex Monte-Carlo Masters” è arrivata l’ennesima battuta d’arresto contro il cileno Cristian Garin, il quale si è imposto con il punteggio di 6-2, 6.

Un 2026 da dimenticare, tra infortuni e prestazioni opache

Analizzando i numeri di questa prima parte di stagione, la fotografia è impietosa. Per Arnaldi, attualmente numero 107 del ranking Atp, il 2026 rappresenta un incubo a occhi aperti. Il parziale di vittorie e sconfitte nei tabelloni principali del circuito maggiore parla chiaro: una sola vittoria (o forse due, se si considerano le qualificazioni) a fronte di una lunga scia di ko che si trascina ormai da mesi. La partita contro Garin, anche lui proveniente dalle qualificazioni, è stata la fotocopia di un copione già visto: break subiti nei momenti cruciali (nel terzo e settimo game del primo set) e una reazione nel secondo parziale, con il ritorno sul 4-4, che si è risolta in un nuovo cedimento al servizio che ha permesso al cileno di chiudere i conti. A complicare il quadro c’è la condizione fisica precaria: i persistenti problemi alla caviglia, che lo hanno costretto a diversi ritiri all’inizio dell’anno, ne hanno condizionato la mobilità e la fiducia nei colpi da fondo campo.

Il doppio tiene alta la bandiera azzurra

Se per Arnaldi la crisi si fa sempre più profonda – lui che non vince una partita nel main draw di un torneo dal lontano Cincinnati dello scorso anno – non mancano comunque notizie positive per il tennis italiano sulle altre terre del Country Club. Nel tabellone di doppio, la coppia formata da Matteo Berrettini e Andrea Vavassori ha regalato emozioni e spettacolo. I due azzurri, che hanno beneficiato di una wild card, hanno superato all’esordio il duo anglo-australiano composto da Alex de Minaur e Cameron Norrie. Un successo arrivato al termine di una battaglia di un’ora e 29 minuti, decisa solo al super tie-break con il punteggio di 10-5. Per loro, ora, il prossimo ostacolo si chiama Heliovaara e Patten, terza testa di serie del torneo. Una sfida proibitiva sulla carta, ma che rappresenta un banco di prova importante per la coppia azzurra, reduce dal recente successo di Vavassori a Miami in coppia con Bolelli.

Un tabù Montecarlo e l’attesa per il secondo turno

Tornando ad Arnaldi, la sconfitta di oggi non fa che cristallizzare un rapporto difficile con il torneo monegasco. Anche nelle due edizioni precedenti, il ligure aveva sempre salutato la competizione al primo turno. Un tabù che si infrange contro la necessità di ritrovare la condizione che, nemmeno due anni fa, lo aveva portato a scalare le posizioni della classifica mondiale. Per Garin, invece, la vittoria rappresenta una boccata d’ossigeno: il cileno, numero 100 del mondo, guadagna così il diritto di sfidare al secondo turno il tedesco Alexander Zverev, da tempo una delle colonne del circuito. Nell’attesa di vedere Jannik Sinner impegnato nel doppio insieme a Zizou Bergs – i due affronteranno la coppia formata da Machac e Ruud – il torneo prosegue con il secondo turno che vedrà scendere in campo anche Carlos Alcaraz, il cui primo avversario sarà Sebastian Baez. Cinque, in totale, gli azzurri presenti nel tabellone del doppio, a dimostrazione di una scuola italiana che continua a produrre talenti nonostante i momenti di difficoltà individuali come quelli che sta attraversando il giovane Arnaldi.

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